Frequenza e concentrazione di sostanze attive nelle acque a livello nazionale

Autori: 
Non compilato  
Abstract: 
L’indicatore permette di valutare la contaminazione delle acque superficiali e sotterranee da residui di pesticidi immessi nell’ambiente, fornendo un dato in termini di frequenza di ritrovamento, di distribuzione dei valori delle concentrazioni nelle acque e di superamento di standard di qualità ambientale (SQA) nei punti di monitoraggio. L’informazione prodotta dà la possibilità di supportare processi decisionali volti a limitare i rischi per l’ambiente, di appurare l’efficacia di specifiche azioni di mitigazione e di seguire l’evoluzione della contaminazione. Dall’analisi dei dati, emerge che nelle acque superficiali, il valore del superamento degli SQA registra un aumento pressochè regolare in tutto l’arco temporale considerato, raggiungendo il suo valore massimo nel 2014 (21,3%), mentre nelle acque sotterranee tra il 2010-2014 il valore del superamento degli SQA è pressochè stabile (circa il 7%).
Descrizione: 
L’indicatore permette di valutare la contaminazione delle acque superficiali e sotterranee da residui di pesticidi immessi nell’ambiente. L’indicatore presentato fornisce un dato in termini di frequenza di ritrovamento e di distribuzione dei valori delle concentrazioni dei residui di pesticidi nelle acque ed esprime l’andamento della contaminazione da pesticidi nelle acque superficiali e sotterranee in termini di superamento di standard di qualità ambientale (SQA) nei punti di monitoraggio. La realizzazione dell’indicatore è il risultato di una complessa attività che coinvolge le Regioni e le Agenzie regionali per la protezione dell’ambiente, che gestiscono le reti di monitoraggio e trasmettono i dati all’ISPRA, che svolge un compito di coordinamento, indirizzo tecnico-scientifico, elaborazione e valutazione delle informazioni. Il progetto (APA-00041) Qualità delle Acque - Inquinamento dei Pesticidi (di cui l’indicatore fa parte integrante ) è inserito dal 2013 nel Piano Statistico Nazionale e offre un’analisi dell’evoluzione della contaminazione sulla base dei dati raccolti a partire dal 2003 nell’ambito dei programmi di monitoraggio regionali. Tali programmi nati nell’ambito della regolamentazione nazionale sull’immissione in commercio dei prodotti fitosanitari, si inseriscono nel quadro della disciplina per la tutela delle acque, che con la direttiva 2000/60/CE e le direttive originate in quel contesto, stabilisce i criteri per lo sviluppo delle reti e per l’esecuzione del monitoraggio e fissa standard di qualità ambientale per un certo numero di sostanze “prioritarie”. Lo studio dell’evoluzione della contaminazione da pesticidi incontra diverse difficoltà tecniche e metodologiche a causa della variabilità spaziale e temporale del numero di punti di misura, delle frequenze e dei periodi di campionamento, delle sostanze controllate, dei limiti di quantificazione. Un andamento temporale della contaminazione si può ottenere analizzando le frequenze di quantificazione dei pesticidi nei campioni analizzati nel periodo di studio. In questo modo è possibile tracciare l’evoluzione della contaminazione dei corpi idrici in termini di presenza di residui.
Scopo: 
Fornire una rappresentazione dello stato di contaminazione delle acque superficiali e sotterranee da pesticidi su base nazionale, supportando processi decisionali volti a limitare i rischi per l’ambiente. Seguire l’evoluzione della contaminazione derivante dall’uso dei pesticidi. Monitorare, infine, l’efficacia di specifiche azioni di mitigazione del rischio intraprese.
Stato indicatore: 
Attivo
Azioni PAN: 
A.5 - Misure specifiche per la tutela dell'ambiente acquatico e dell'acqua potabile e per la riduzione dell'uso di prodotti fitosanitari in aree specifiche (rete ferroviaria e stradale, aree frequentate dalla popolazione, aree naturali protette) (articoli 14 e 15 del decreto legislativo n. 150/2012).
RILEVANZA - L'indicatore: 
È di portata nazionale oppure applicabile ai temi ambientali e/o agricoli a livello regionale ma di significato nazionale
È sensibile ai cambiamenti che avvengono nel settore agro-ambientale
Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali e agricole, delle pressioni sull'ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
Fornisce una base per confronti a livello internazionale
MISURABILITÀ - I dati utilizzati per la costruzione dell’indicatore sono/hanno: 
Adeguatamente documentati e di qualità nota
Aggiornati a intervalli regolari secondo procedure affidabili
SOLIDITÀ - L'indicatore: 
È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Principali riferimenti normativi e obiettivi: 
L’uso dei prodotti fitosanitari ha un effetto indubbiamente benefico sulla produzione e la qualità dei prodotti agricoli, tuttavia queste sostanze chimiche possono costituire un rischio per la salute dell’uomo e per gli ecosistemi, con un impatto immediato e nel lungo termine. Al fine di acquisire informazioni sullo stato di qualità della risorsa idrica e di individuare eventuali effetti non previsti adeguatamente nella fase di autorizzazione dei prodotti fitosanitari, nasce nel 2003, nell’ambito della regolamentazione nazionale sull’immissione in commercio dei prodotti fitosanitari (Decreto Legislativo 194/95, in attuazione della Direttiva 91/414/CEE, ad oggi abrogata dal Regolamento (CE) n. 1107/2009), il monitoraggio dei pesticidi a livello nazionale (relativo sia ai residui di prodotti fitosanitari, sia di prodotti biocidi, Direttiva 98/8/CE e Regolamento (CE) 582/2012). Il monitoraggio si inserisce nel quadro più ampio della disciplina per la tutela delle acque, che con la Direttiva 2000/60/CE e le direttive originate in quel contesto, stabilisce i criteri per lo sviluppo delle reti e per l’esecuzione del monitoraggio e fissa Standard di Qualità Ambientale (SQA) per un certo numero di sostanze “prioritarie". Per SQA, come specificato nella DQA [Dir. 2000/60/CE], si intende “la concentrazione di un particolare inquinante o gruppo di inquinanti nelle acque, nei sedimenti e nel biota che non deve essere superata, per tutelare la salute umana e l'ambiente”. L’individuazione di standard di qualità ambientale per le acque superficiali si basa sulla conoscenza dei livelli di tossicità di tipo acuto e cronico per le specie rappresentative dell’ambiente acquatico. I limiti per le acque sotterranee sono stabiliti dalla direttiva 2006/118/CE [Dir. 2006/118/CE]. In particolare per i pesticidi e i relativi prodotti di degradazione i limiti sono pari a 0,1 μg/l e 0,5 μg/l, rispettivamente per la singola sostanza e per la somma delle sostanze. I recepimenti nazionali delle direttive europee sono: relativamente alle acque superficiali, la parte terza del Decreto Legislativo 152/06, che fissa i valori soglia delle sostanze prioritarie e di altre sostanze inquinanti; per quanto riguarda le acque sotterranee, il Decreto Legislativo 30/09, che definisce misure specifiche per prevenire e controllare l’inquinamento ed il depauperamento delle acque sotterranee. La normativa di riferimento per le specifiche tecniche per l’analisi chimica e il monitoraggio dello stato chimico delle acque è rappresentata dalla Direttiva 2009/90/CE, la quale fissa criteri minimi di efficienza per i metodi di analisi e stabilisce le regole per comprovare la qualità dei risultati delle analisi. Le specifiche della direttiva sono riprese anche dal Decreto Ministeriale 56/09, recante disposizioni per i criteri tecnici in attuazione del D.Lgs. 152/06. Infine, l’analisi dei trend di contaminazione offre anche la considerevole possibilità di supportare processi decisionali volti a limitare i rischi per l’ambiente acquatico, di appurare l’efficacia di specifiche azioni di mitigazione e di seguire l’evoluzione della contaminazione rispondendo a quanto predisposto dalla Direttiva 2009/128/CE, che istituisce un quadro per l’azione comunitaria ai fini dell’utilizzo sostenibile dei pesticidi (il riferimento nazionale è il D.Lgs. n. 150 del 2012).

DPSIR: 
Stato

Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)

Indicatori collegati: 
Distribuzione per uso agricolo dei prodotti fitosanitari; Utilizzo dei prodotti fitosanitari su singola coltivazione; Frequenza e concentrazione di specifiche sostanze attive nelle acque.

Riferimenti bibliografici: 
ISPRA, Rapporto nazionale pesticidi nelle acque: dati 2009-2010. Ed. 2013 ISPRA, Rapporto nazionale pesticidi nelle acque: dati 2011-2012. Ed. 2014 ISPRA, Rapporto nazionale pesticidi nelle acque: dati 2013-2014. Ed. 2016

Eventuali riferimenti web: 
http://www.isprambiente.gov.it/it/temi/rischio-ed-emergenze-ambientali/rischio-sostanze-chimiche-reach-prodotti-fitosanitari/rapporto-nazionale-pesticidi-nelle-acque

Limitazioni: 
Lo studio dell’evoluzione della contaminazione da pesticidi incontra diverse difficoltà tecniche e metodologiche a causa della variabilità spaziale e temporale del numero di punti di misura, delle frequenze e dei periodi di campionamento, delle sostanze controllate, dei limiti di quantificazione.

Ulteriori azioni: 
Il miglioramento dell’indicatore richiede: aumento della copertura territoriale e temporale; omogeneità delle indagini sulle sostanze rispetto all’aggiornamento delle sostanze immesse sul mercato; miglioramento dei limiti di quantificazione delle metodiche analitiche.

Fonte dei dati: 
ISPRA

Metodologia di raccolta dei dati: 
I dati acquisiti attraverso le reti di monitoraggio e i programmi di controllo messi in atto dalle Regioni vengono trasmessi all’ISPRA attraverso il Sistema Informativo Nazionale per la Tutela delle Acque Italiane (SINTAI), dedicato alla raccolta e all’elaborazione delle informazioni sullo stato delle acque secondo quanto previsto dalle normative nazionali ed europee. Le Regioni e Agenzie regionali per la protezione dell’ambiente, che effettuano le indagini sul territorio, in questo modo, hanno a disposizione un canale web dedicato al monitoraggio dei pesticidi. Il sistema consente di acquisire la scheda per la raccolta dei dati e le istruzioni per la sua compilazione, di trasmettere i dati, di controllare l'avvenuta trasmissione, eventualmente di modificarla e integrarla, e di seguire lo stato di avanzamento delle operazioni in corso sulle informazioni trasmesse.

Frequenza di rilevazione dei dati: 
Annuale

Disponiblità dei dati: 
Disponibilità totale

Unità di misura: 
Microgrammo per litro (µg/l), Numero indice, Percentuale (%)

Descrizione della metodologia di elaborazione: 
I dati forniti dalla rete delle agenzie per la protezione dell'ambiente, adoperano procedure di monitoraggio analitiche certificate. I dati grezzi, forniti dalle Regioni, ARPA e APPA, dopo essere stati posti a validazione, sono utilizzati per la costruzione dell’indicatore. L’evoluzione temporale della contaminazione, intesa come andamento della frequenza di ritrovamento dei pesticidi nei corpi idrici, è calcolata in termini di percentuale di campioni con residui. Tale andamento è confrontato con il trend relativo al numero dei campioni e delle sostanze nel periodo preso in esame. Per quanto riguarda il calcolo degli SQA, si è tenuto conto di quanto previsto nella direttiva 2009/90/CE [Dir.2009/90/CE], che detta le specifiche tecniche per l’analisi chimica e il monitoraggio dello stato chimico delle acque, fissa criteri minimi di efficienza per i metodi di analisi e le regole per comprovare la qualità dei risultati delle analisi. In particolare i criteri minimi di efficienza per i metodi di analisi prevedono un’incertezza di misura pari o inferiore al 50% dello SQA pertinente e un limite di quantificazione (LQ) pari o inferiore al 30% dello SQA. La Direttiva definisce anche le modalità per il calcolo delle concentrazioni medie ai fini del confronto con i limiti, in particolare: per le misure al di sotto del LQ si assume un valore della concentrazione pari al 50% del LQ; se il 90% dei risultati analitici sono inferiori al LQ non si calcola la media e il risultato è riportato come minore del LQ.

Copertura spaziale: 
Nazionale

Copertura temporale: 
2003-2014

  L’informazione prodotta fornisce una significativa rappresentazione dello stato generale di contaminazione delle acque da pesticidi. L’informazione offre anche la considerevole possibilità di supportare processi decisionali volti a limitare i rischi per l’ambiente, di appurare l’efficacia di specifiche azioni di mitigazione e di seguire l’evoluzione della contaminazione. Tuttavia non è ancora stata raggiunta tra le diverse unità territoriali un’uniformità rispetto: i limiti analitici di quantificazione, la copertura spaziale della rete di monitoraggio, l’adozione di criteri di priorità per la scelta delle sostanze da indagare. Questo comporta una parziale comparabilità dell’informazione sia nel tempo che nello spazio e una discordanza tra l'osservato e il reale stato di contaminazione.



Descrizione dello stato e trend: 
 Non è possibile definire un giudizio relativo al trend dell' indicatore, in quanto non c’è ancora un quadro nazionale completo della presenza di residui di pesticidi nelle acque per una serie di cause: copertura incompleta del territorio, disomogeneità del monitoraggio, assenza dai protocolli regionali delle sostanze immesse sul mercato negli anni più recenti. Si può affermare con ragionevole confidenza che siamo ancora in una fase transitoria in cui l’entità e la diffusione dell’inquinamento non sono sufficientemente noti, tenendo conto, ovviamente, che il fenomeno è sempre in evoluzione per l’immissione sul mercato di nuove sostanze. Dall’analisi degli standard di qualità ambientale nell’arco temporale 2010-2014 il maggior numero di punti con superamenti degli SQA si registrano nelle aree della pianura padano-veneta. Tale stato è legato ovviamente alle caratteristiche idrologiche del territorio in questione e al suo intenso utilizzo agricolo, ma dipende anche dal fatto non secondario che le indagini sono più complete e rappresentative nelle regioni del nord. D’altra parte, l’aumentata copertura territoriale e la migliore efficacia del monitoraggio sta portando alla luce una contaminazione significativa anche al centro-sud.

Commenti: 
L’indicatore considera l’insieme complessivo di dati di monitoraggio, che viene analizzato in termini di frequenza di ritrovamento e concentrazione di pesticidi totali. L’analisi copre il periodo 2003 – 2014. Poiché la dimensione del monitoraggio può influenzare sia la frequenza di ritrovamento, sia il livello della concentrazione, insieme all’indicatore sono riportati il numero di campioni e quello delle sostanze cercate. La frequenza di ritrovamento nelle acque superficiali aumenta notevolmente nei primi anni e nel 2006 raggiunge il suo valore massimo (38,7%). Tale andamento è dovuto probabilmente all’incremento dello sforzo di ricerca, soprattutto in termini di sostanze (dal 2003 al 2006 è evidente una crescita della curva relativa alle sostanze). Dal 2010 la frequenza scende sotto il 30% per poi risalire nel 2012 fino a raggiungere nel 2014 il 34% dei campioni. (Tabella 1 e Figura 1) L’andamento della frequenza nelle acque sotterranee è molto simile a quello delle acque superficiali, e analoga è l’interpretazione del dato. Essa cresce sensibilmente a partire dal 2003 e nel 2009 registra il valore massimo (26,7% dei campioni). La crescita fino al 2009, è concomitante all’aumento delle dimensioni del monitoraggio,in termini di sostanze cercate. Il trend è quindi in primo luogo, specialmente all’inizio del periodo in esame, un’indicazione del fatto che è stata portata alla luce una contaminazione inizialmente non evidenziata completamente dalle dimensioni più ridotte e dalla inadeguata impostazione del monitoraggio. Dopo il 2009, pur aumentando la dimensione del monitoraggio, la frequenza di pesticidi nelle acque tende a diminuire, fino al 2011 assestandosi intorno al 20%. Gli anni successivi si nota un graduale incremento della frequenza fino al 25% circa (Tabella 2 e Figura 2). La concentrazione media di pesticidi totali è anch’essa influenzata dall’entità del monitoraggio in particolare dall’aumento del numero delle sostanze cercate. Nelle acque superficiali, l’andamento è altalenante negli anni considerati. Le concentrazioni medie passano da un valore di 0,65 µg/L nel 2003, raggiungono un massimo di 1,18 µg/L nel 2007 per poi decrescere fino a 0,4 µg/L nel 2014. È difficile derivare una tendenza nell’evoluzione della concentrazione media. La correlazione con il tempo è più evidente negli ultimi anni e sembra indicare un andamento decrescente. (Tabella 3 e Figura 3). Nelle acque sotterrane, la concentrazione di pesticidi totali varia sensibilmente nel periodo di studio, con un andamento difficilmente correlabile alla dimensione del monitoraggio. Anche per le acque sotterranee non c’è una correlazione della concentrazione con il tempo, ed è ancora più difficile derivare una linea di tendenza complessiva (Tabella 4 e Figura 4). Infine, tra il 2010 e il 2014, l’indicatore esprime anche l’andamento della contaminazione da pesticidi nelle acque superficiali e sotterranee in termini di superamento di standard di qualità ambientale (SQA) nei punti di monitoraggio. Nelle acque superficiali, il valore del superamento degli SQA registra un aumento pressochè regolare in tutto l’arco temporale considerato, raggiungendo il suo valore massimo nel 2014 (21,3%). Tale andamento è dovuto probabilmente all’incremento dello sforzo di ricerca in termini di sostanze cercate, frequenza di campionamento e aumento della copertura della rete di monitoraggio (dal 2011 al 2013 è evidente una crescita della curva relativa ai punti totali). Le regioni in cui si sono registrati i maggiori superamenti sono Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna e Veneto. Le sostanze che hanno maggiormente contribuito a determinare i superamenti sono l’erbicida glifosate e il suo metabolita AMPA. Il glifosate è l’erbicida più utilizzato nel mondo, le vendite medie in Italia superano le 1.000 tonnellate/anno. Nel 2014 il glifosate è stato trovato nel 39,7% dei 302 punti di monitoraggio delle acque superficiali in cui è stato cercato, in 76 casi (25,2%) è responsabile del superamento degli standard di qualità ambientali. Nel tempo, il valore del superamento degli SQA è pressochè stabile nelle acque sotterranee: una debole diminuzione fino al 2012 ed un lieve aumento dal 2012 al 2013 (circa 7%). La possibile spiegazione va ricercata nel movimento molto lento delle acque sotterranee, in particolare, delle falde profonde. Inoltre il trend risulterebbe seguire l’andamento della copertura della rete, mostrando aumenti e diminuzioni, seppur lievi, in linea con le variazione dei punti totali. Oltre alle regioni già elencate per le acque superficiali, la Sicilia presenta un notevole numero di superamenti nelle acque sotterranee, passando da 22 punti oltre i limiti nel 2010 a 41 punti nel 2014. Il bentazone è tra i principali responsabili di non conformità rispetto agli SQA delle acque sotterranee. Nel 2014 è presente nel 4,9% di 1.685 pozzi controllati, in 27 casi (1,6%) con valori superiori allo standard di qualità (Tabella 5 e Figura 5).

  • Titolo Tabella 1: Frequenza di sostanze attive nelle acque superficiali
    Fonte ISPRA

    Anno Frequenza di ritrovamento Campioni Totali Sostanze cercate
    % Indice 2012=100 indice 2014=100
    2003 23,2 53,4 44,4
    2004 23,7 69,0 51,7
    2005 35,9 66,2 72,0
    2006 38,7 71,5 89,0
    2007 36,3 69,4 78,8
    2008 33,1 64,1 83,9
    2009 37,7 63,8 67,2
    2010 30,5 80,0 81,6
    2011 27,4 82,9 81,1
    2012 28,8 100,0 71,8
    2013 32,4 97,6 80,5
    2014 34,0 98,8 100,0
  • Titolo Tabella 2: Frequenza di sostanze attive nelle acque sotterranee
    Fonte ISPRA

    Anno Frequenza di ritrovamento (%) Campioni Totali Sostanze cercate
    % Indice 2011=100 Indice 2011=100
    2003 14,2 55,5 43,7
    2004 19,6 61,1 45,7
    2005 23,0 72,8 60,6
    2006 22,9 81,9 78,6
    2007 25,2 62,2 76,6
    2008 25,9 63,8 76,0
    2009 26,7 50,9 86,3
    2010 21,8 83,4 96,6
    2011 19,5 100,0 100,0
    2012 23,4 80,3 90,0
    2013 25,9 88,6 97,4
    2014 25,4 90,9 94,6
  • Titolo Tabella 3: Concentrazione di sostanze attive nelle acque superficiali
    Fonte ISPRA

    Anno Concentrazione media
    µg/L
    2003 0,65
    2004 0,72
    2005 0,53
    2006 0,53
    2007 1,18
    2008 0,68
    2009 0,79
    2010 0,69
    2011 0,77
    2012 0,62
    2013 0,53
    2014 0,42
    Valore medio
    0,7
    Deviazione Standard
    0,193
  • Titolo Tabella 4: Concentrazione di sostanze attive nelle acque sotterranee
    Fonte ISPRA

    Anno Concentrazione media
    µg/L
    2003 0,92
    2004 0,52
    2005 0,30
    2006 0,26
    2007 0,71
    2008 0,76
    2009 1,16
    2010 1,72
    2011 0,99
    2012 0,51
    2013 0,51
    2014 0,37
    Valore medio
    0,7
    Deviazione Standard
    0,420
  • Titolo Tabella 5: Superamento degli Standard di Qualità Ambientale nei Punti di Monitoraggio - Acque Superficiali e Sotterranee
    Fonte ISPRA

    Acque Superficiali Acque Sotterranee
    Anno Punti di monitoraggio Punti di monitoraggio > SQA Punti di monitoraggio > SQA Punti totali (indice 2010=100)_acque sotterranee Punti di monitoraggio > SQA Punti di monitoraggio > SQA
    n. % n. %
    2010    1.295 171 13,2    2.324 183 7,9
    2011    1.188 173 14,6    2.705 177 6,5
    2012    1.355 252 18,6    2.145 130 6,1
    2013    1.410 281 19,9    2.518 176 7,0
    2014    1.284 274 21,3    2.463 170 6,9
  • Titolo Figura 1: Frequenza di sostanze attive nelle acque superficiali (2003-2014)
    Fonte ISPRA

  • Titolo Figura 2: Frequenza di sostanze attive nelle acque sotterranee (2003-2014)
    Fonte ISPRA

  • Titolo Figura 3: Concentrazione di sostanze attive nelle acque superficiali (2003-2014)
    Fonte ISPRA

  • Titolo Figura 4: Concentrazione di sostanze attive nelle acque sotterranee (2003-2014)
    Fonte Ispra

  • Titolo Figura 5: Superamento degli Standard di Qualità Ambientale nei Punti di Monitoraggio (2010-2014)
    Fonte ISPRA