Mortalità delle api causata dall'uso dei prodotti fitosanitari

Autori: 
Non compilato  
Abstract: 
Le api, il polline e le altri matrici apistiche, consentono di avere indicazioni sullo stato naturale e sulla contaminazione chimica da fitofarmaci presente nell’ambiente (Celli e Maccagnani, 2003; Girotti et al., 2013). Le analisi di laboratorio, permettono inoltre di rinvenire sulle api e sul polline le sostanze attive presenti nei prodotti fitosanitari utilizzati nelle aree sulle quali le stesse effettuano i voli e bottinano (Porrini et al., 2003; Rişcu e Bura, 2013). L’ISPRA partecipa ad attività di ricerca mirate a stabilire i possibili fattori di mortalità delle colonie di api, anche a seguito delle diverse pratiche fitoiatriche implementate nelle aree naturali e a vocazione agricola (ISPRA, 2011; Bellucci et al., 2010). I dati rilevati nel 2015 e nel 2016 consentono di evidenziare un aumento dei casi di moria di api. Quanto osservato non è solo imputabile all’accresciuta esposizione ai Prodotti Fitosanitari, quanto anche ad un incremento della sensibilità di rilevazione da parte di apicoltori ed organi di controllo preposti (Min. Sal. Uffici Veterinari delle ASL, associazioni e singoli apicoltori), anche a seguito dell’adozione da parte del Ministero della Salute delle “Linee Guida Min. Sal., 2014. Linee guida per la gestione delle segnalazioni di moria o spopolamento degli alveari connesse all’utilizzo di agro farmaci”.
Descrizione: 
Questo indicatore mette in relazione i fenomeni di moria delle api registrate sul territorio nazionale con il rinvenimento di principi attivi di prodotti fitosanitari in matrici apistiche, confermato da laboratori di analisi preposti e ricosciuti dalla normativa (IIZZSS, ARPA, ICQRF ed altri). I dati sono raccolti tramite monitoraggio su api e prodotti dell’alveare, istituito a partire dal 2014 dal Ministero della Salute con il supporto del Servizio Sanitario Nazionale (SSN). Tali controlli prevedono il coinvolgimento dei Servizi veterinari pubblici, dei Servizi Fitosanitari e dei laboratori degli Istituti Zooprofilattici Sperimentali (II.ZZ.SS.) che operano in maniera integrata e sinergica con altre istituzioni, attraverso l’applicazione di appositi protocolli e linee guida (Linee Guida Ministero della. Salute, 2014). In aggiunta, tale indicatore può essere alimentato anche da segnalazioni pervenute da apicoltori e risultati di progetti di ricerca (es. progetto SPIA- BEENET del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, MiPAAF).
Scopo: 
Individuare l’entità, su scala nazionale, con la quale i principi attivi dei prodotti fitosanitari sono associati a fenomeni di moria nelle api domestiche (Apis mellifera subsp.). Tali dati forniscono informazioni anche sulla diffusione della contaminazione ambientale da fitofarmaci.
Stato indicatore: 
Attivo
Azioni PAN: 
A.5 - Misure specifiche per la tutela dell'ambiente acquatico e dell'acqua potabile e per la riduzione dell'uso di prodotti fitosanitari in aree specifiche (rete ferroviaria e stradale, aree frequentate dalla popolazione, aree naturali protette) (articoli 14 e 15 del decreto legislativo n. 150/2012).
RILEVANZA - L'indicatore: 
È di portata nazionale oppure applicabile ai temi ambientali e/o agricoli a livello regionale ma di significato nazionale
È sensibile ai cambiamenti che avvengono nel settore agro-ambientale
MISURABILITÀ - I dati utilizzati per la costruzione dell’indicatore sono/hanno: 
Adeguatamente documentati e di qualità nota
SOLIDITÀ - L'indicatore: 
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Principali riferimenti normativi e obiettivi: 
Decreto Interministeriale 15 luglio 2015 – Indicatori PAN Uso sostenibile Prodotti Fitosanitari (G.U. 27 luglio 2015, Serie Generale n. 172). Direttiva 2009/128/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 ottobre 2009. Decreto legislativo 14 agosto 2012, n.150 recante: «Attuazione della direttiva 2009/128/CE . Piano di azione nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari adottato ai sensi dell’articolo 6 del citato decreto legislativo 14 agosto 2012, n. 150; 22 gennaio 2014. Normativa quadro dell’apicoltura: Legge 24 dicembre 2004 n. 313 Disciplina dell’apicoltura. DPR 320/1954 Regolamento di Polizia Veterinaria. Ministero Salute (Servizi Veterinari): secondo la Legge n. 833 del 23/12/1978 “Istituzione del Servizio Sanitario Nazionale” (G.U. S.O. N. 360 28/12/1978), all’articolo 14 è competenza dei Servizi Veterinari provvedere alla sanità animale ed alla ispezione ed alla vigilanza veterinaria degli alimenti di origine animale (tra i quali è incluso il miele). La attività di controllo per i prodotti alimentari di origine animale è ribadita dal Regolamento (CE) n. 852/2004. Ministero Agricoltura (SPIA-BEENET). Il Piano prevede soluzioni migliorative per ridurre l’impatto dei prodotti fitosanitari, in linea con i contenuti della direttiva 2009/128/CE e del decreto legislativo n. 150 /2012. Inoltre esso si propone di ridurre i rischi e gli impatti associati all’impiego dei prodotti fitosanitari sulla salute umana, sull'ambiente e sulla biodiversità. Nello specifico la misura A.5.8.1 prevede la riduzione del rischio causato dall’uso dei prodotti fitosanitari. I Ministeri dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, delle politiche agricole alimentari e forestali e della salute, su proposta del Consiglio, entro 12 mesi dall’entrata in vigore del Piano, predispongono le linee guida , di cui al paragrafo A.5.1, per la scelta delle misure specifiche da inserire nei piani di gestione e nelle misure di conservazione dei Siti Natura 2000 e delle aree naturali protette, istituite in base alla legge 6 dicembre 1991, n. 394 e alle relative leggi regionali, tenendo conto delle caratteristiche di pericolo e di rischio delle sostanze attive e dei prodotti fitosanitari, nonché delle attività agricole ivi presenti, in funzione almeno dei seguenti target da salvaguardare: - habitat e specie di interesse comunitario legate agli ecosistemi acquatici (Allegato V); - habitat e specie di interesse comunitario legate agli ecosistemi terrestri ; - habitat in cui vi è la necessità di tutelare le api e gli altri impollinatori, come ad esempio gli imenotteri selvatici e i lepidotteri.

DPSIR: 
Impatto

Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Benessere (tipo E)

Indicatori collegati: 
Uso dei prodotti fitosanitari, Intossicazione da esposizione a prodotti fitosanitari, Concentrazione di specifiche sostanze attive nelle acque

Riferimenti bibliografici: 
Bellucci, V., Lucci, S., Campanelli, F., Sannino R., Formato, G., Giacomelli, A., Scaramozzino, … Baggio A. (2010) Risultati del primo semestre di attività dell’indagine sul fenomeno della moria delle api all’interno delle aree naturali protette. APOidea Anno VII, 23-27 ISPRA (2011) Indagine tecnico conoscitiva sul fenomeno della moria delle api all’interno delle aree naturali protette Relazione Finale, pp 185 Linee Guida Min. Sal., 2014. Linee guida per la gestione delle segnalazioni di moria o spopolamento degli alveari connesse all’utilizzo di agro farmaci, reperibile all’indirizzo: http://www.izslt.it/apicoltura/wp-content/uploads/sites/4/2017/03/Linee-guida-Ministero-Salute-Avvelenamenti-Api.pdf Linee Guida Min. Sal., 2014. Linee guida per la gestione delle segnalazioni di moria o spopolamento degli alveari connesse all’utilizzo di agro farmaci, reperibile all’indirizzo: http://www.izslt.it/apicoltura/wp-content/uploads/sites/4/2017/03/Linee-guida-Ministero-Salute-Avvelenamenti-Api.pdf Neumann, P. and Carreck, N., 2010. Honey bee colony losses. J. Apic. Res. 49 (1): 1-6. Available at: http://www.ask-force.org/web/Bees/Neumann-Honey-Bee-Colony-Losses-2010.pdf (Accessed 20/02/2013). Porrini, C., Sabatini, A., Girotti, S., Ghini, S., Medrzycki, P., Grillenzoni, F., Bortolotti, … Celli G. (2003) Honey bees and bee products as monitors of the environmental contamination APIACTA 38, 63-70 Rişcu, A.e Bura, M. (2013) The impact of pesticides on honey bees and hence on humans. Animal Science and Biotechnologies, 46 (2), 272 Whitehorn, P.R., Connor, S.O. Wackers, F.L., Goulson, D., (2012).Neonicotinoid Pesticide Reduces Bumble Bee Colony Growth and Queen Production. Science 336 (6079): 351-352. Available at: https://www.sussex.ac.uk/webteam/gateway/file.php?name=whitehorn-2012.pdf&site=411 (accessed 19/08/2013).

Eventuali riferimenti web: 
http://www.izslt.it/apicoltura http://www.isprambiente.gov.it/it http://www.reterurale.it/api

Limitazioni: 
Non compilato  

Ulteriori azioni: 
Non compilato  

Fonte dei dati: 
II.ZZ.SS. MATTM, MINSAL, MiPAAF e progetti di ricerca vari (es. BEENET - ex-APENET) che possono fornire dati utili al popolamento dell'indicatore.

Metodologia di raccolta dei dati: 
Sopralluoghi e rilievi presso gli apiari per accertare lo stato di salute degli stessi e le cause delle eventuali morie.

Frequenza di rilevazione dei dati: 
Annuale

Disponiblità dei dati: 
Disponibilità parziale

Unità di misura: 
Numero per anno (n./a)

Descrizione della metodologia di elaborazione: 
Elaborazione, validazione e aggregazione dei dati su base regionale con analisi dei trend annuali

Copertura spaziale: 
Nazionale

Copertura temporale: 
2015-2016

 Questo indicatore non è sempre facilmente relazionabile all’impiego di prodotti fitosanitari in quanto i principi attivi tossici si degradano rapidamente se le api morte non sono conservate a temperatura di congelamento dopo il decesso (es. nel caso dei neonicotinoidi). Inoltre, va considerato che non sempre gli allevatori segnalano i casi di moria, soprattutto se non registrati o non in regola con il censimento annuale. Alla luce di quanto sopra esposto l’indicatore potrebbe sottostimare i casi di morte e spopolamento effettivamente avvenuti.



Descrizione dello stato e trend: 
 I dati rilevati nel 2015 e nel 2016 consentono di evidenziare un aumento dei casi di moria di api. Quanto osservato non è solo imputabile all’accresciuta esposizione ai Prodotti Fitosanitari, quanto anche ad un incremento della sensibilità di rilevazione da parte di apicoltori ed organi di controllo preposti (Min. Sal. Uffici Veterinari delle ASL, associazioni e singoli apicoltori), anche a seguito dell’adozione da parte del Ministero della Salute delle “Linee Guida Min. Sal., 2014. Linee guida per la gestione delle segnalazioni di moria o spopolamento degli alveari connesse all’utilizzo di agro farmaci”. Nel 2015 il numero di casi di morie di api registrati a scala nazionale, in cui dalle analisi di laboratorio sono stati rinvenuti i principi attivi di prodotti fitosanitari, sono stati 31. Nel corso del 2016 il numero di casi di morie di api ha registrato un marcato aumentato raggiungendo i 49 casi. L’istituzione di un’attività di monitoraggio sistematica sugli avvelenamenti delle api, attivata nel luglio 2014 dal Ministero della Salute, ha consentito, a partire dal 2015, di registrare in modo ufficiale un rilevante numero incremento di morie delle api con presenza di principi attivi di prodotti fitosanitari, evidenziando anche i possibili impatti sull'ambiente correlati all'impiego di tali prodotti .

Commenti: 
Le cause di mortalità anomale, secondo le informazioni fornite possono essere attribuibili sia ad avvelenamento da prodotti fitosanitari che all’azione di diversi patogeni sulle api. In alcuni casi le analisi per la ricerca dei principi attivi contenuti nei prodotti fitosanitari hanno dato esito positivo, indicando spesso come una combinazione di più fattori possa determinare mortalità anomale e spopolamento di alveari. Nel corso del 2016 sono state registrate 49 segnalazioni di mortalità o spopolamenti di alveari, con presenza di principi attivi rinvenuti nelle diverse matrici apistiche mentre per l’anno precedente 2015 le morie di api registrate sono state 31. Queste segnalazioni sono suddivise per regione e la presenza dei principi attivi e stata rinvenuta dalle analisi su campioni di api morte (Grafico 1.) . La Tabella 1 mostra le segnalazioni registrate nel corso del 2016. Da evidenziare tuttavia che i dati possono non rappresentare la totalità degli eventi di moria delle api in quanto spesso gli apicoltori, per non incorrere nelle verifiche degli organi di controllo, preferiscono sovente non segnalare le eventuali morie di api. Le sostanze attive riscontrate nei campioni risultati positivi alla ricerca multiresiduo nel corso dell’anno 2016 e nel 2015, sono riportati nella Tabella 3. Secondo quanto emerso dalle analisi dei risultati disponibili, anni 2015 e 2016, si evidenzia che le sostanze attive più riscontrate, ad esclusione del Fluvalinate che a differenza degli altri principi attivi viene utilizzato anche dagli apicoltori stessi come acaricida per combattere la Varroa destructor, sono state le seguenti: –– Imidacloprid insetticida neonicotinoide altamente tossico per le api, rilevato in 5 casi di morie nel 2015 e in 6 casi nel 2016; –– Chlorpyriphos insetticida fosforganico, altamente tossico per le api rilevato in 2 casi di morie nel 2015 e 6 casi di morie nel 2016; –– Clothianidin insetticida neonicotinoide, altamente tossico per le api, rinvenuto in 1 caso di moria nel 2015 e in 4 casi di morie registrate nel corso del 2016; –– Permetrhina insetticida piretroide largamente utilizzato soprattutto per le disinfestazioni contro le zanzare e altri insetti molesti, , altamente tossico per le api, rinvenuto in 2 casi di moria delle api nel 2015 e in 6 campioni nel 2016; Le Regioni e le Province nelle quali si è registrato il maggior numero di segnalazioni di morie e spopolamenti di alveari sono state nel 2016 il Veneto e la Lombardia, entrambi con 11 casi osservati, seguito da 10 casi registrati nella provincia autonoma di Bolzano. Nel 2015 invece la regione con maggior numero di episodi (10 casi) è stata Lombardia, seguita dal Veneto e da Trento con rispettivamente 6 e 5 casi (vedi Tabella 1). Infine dall’analisi del trend annuale di morie si evince che i mesi con maggior numero di casi di morie sono aprile, maggio e giugno, coincidenti con le fioriture primaverili (vedi Tabella 3 e Grafico 2). In tali periodi, nei quali è vietato effettuare trattamenti fitosanitari, le api svolgono un intensa attività di bottinamento che le rende maggiormente vulnerabili alla presenza di inquinanti diffusi presenti nell’ambiente, come i fitosanitari nelle aree agricole dopo i trattamenti.

  • Titolo Tabella 1: Numero di casi di morie api registrati per regione negli anni 2015 e 2016
    Fonte Elaborazione ISPRA su dati MinSal, IZSLT e IZSVE

    REGIONI 2015 2016
    n.
    Lombardia 10 11
    Veneto 6 11
    Trento 5 2
    Bolzano 3 10
    Emilia Romana 3 1
    Toscana 2 2
    Friuli Venezia Giulia 1 2
    Campania 1 0
    Abbruzzo 0 1
    Calabria 0 2
    Lazio 0 4
    Puglia 0 2
    Umbria 0 1
    TOTALI 31 49
  • Titolo Tabella 2: Numero di casi delle morie di api registrate nel corso dei diversi mesi dgli anni 2015 e 2016
    Fonte Elaborazione ISPRA su dati MinSal., IZSLT e IZSVE

    Mese 2015 2016
    Numero
    Gennaio 1 2
    Febbraio 0 1
    Marzo 7 1
    Aprile 3 11
    Maggio 8 15
    Giugno 9 10
    Luglio 1 6
    Agosto 0 1
    Settembre 0 1
    Ottobre 1 1
    Novembre 1 0
    Dicembre 0 0
    TOTALE 31 49
  • Titolo Tabella 3: Elenco dei principi attivi riscontrati nei casi di morie di api durrante gli anni 2015 e 2016
    Fonte Elaborazione ISPRA su dati MinSal, IZSLT e IZSVE

    SOSTANZA ATTIVA 2015 2016
    Numero
    Acrinatrina 0 1
    Azoxystrobin 0 1
    Chlorothalonil 0 1
    Chlorpyrifos 2 6
    Clomazone 1 0
    Clothianidin 4 1
    dimethoate 2 0
    Fipronil 0 1
    Flutrifol 0 1
    Fluvalinate 6 9
    Imidacloprid 5 6
    Kresomix-methyl 2
    Metalaxil 0 1
    Methiocarb-sulfoxide 1 0
    Metribuzin 0 1
    Ometoato 1
    Oxidyxil 0 1
    Peperonil Butoxide 3 1
    Permethrin 2 6
    Pyrimethanil 1 0
    Quinoxyfen 1 0
    Tefluthrin 0 1
    Tetramethrin 0 4
    Thiacloprid 0 3
    Thiamethoxam 0 4
    Totale 31 49
  • Titolo Figura 1: Numero di casi di morie api registrati per regione negli anni 2015 e 2016
    Fonte Elaborazione ISPRA su dati MinSal., IZSLT e IZSVE

  • Titolo Figura 2. Numero di casi delle morie di api registrate nel corso dei diversi mesi dgli anni 2015 e 2016
    Fonte Elaborazione ISPRA su dati MinSal., IZSLT e IZSVE