Difesa integrata volontaria

Autori: 
Non compilato  
Abstract: 
L’indicatore descrive la Superficie Agricola Utilizzata (SAU) su cui si applica lo standard della Produzione Integrata - PI, definito IPM avanzato (Integrated Pest Management) dal Piano di azione nazionale che implementa la direttiva sull'uso sostenibile dei pesticidi Dir 2009/128/CE. Lo standard viene esplicitato nei disciplinari regionali che sono redatti conformemente alle Linee Guida Nazionali di Produzione Integrata. La Produzione Integrata definisce il sistema di produzione agroalimentare che utilizza tutti i mezzi produttivi e di difesa delle produzioni agricole dalle avversità, volti a ridurre al minimo l'uso delle sostanze chimiche di sintesi e a razionalizzare la fertilizzazione, nel rispetto dei principi ecologici, economici e tossicologici - art. 2, comma 4 della L. 4 del 3 febbraio 2011. L’adesione al Sistema di Qualità Nazionale di Produzione Integrata (SQNPI) si manifesta attiva in quasi tutta l’Italia e per molte regioni mostra una positiva propensione all’espansione delle superfici aderenti. La Puglia, sia nell’annata 2017 che 2018, presenta la maggior superficie coltivata mentre la Provincia autonoma di Trento si rivela la regione che, proporzionalmente alla propria SAU da fascicolo aziendale del GeoDataWherehouse, manifesta riscontri favorevoli alla diffusione del SQNPI.
Descrizione: 
I requisiti e le norme tecniche che contraddistinguono la produzione integrata, nonché le procedure di coordinamento delle regioni e delle province autonome che applicano tale standard in seno a sistemi di qualità di produzione integrata regionali o nazionale o delle specifiche misure adottate in ambito dei Piani di Sviluppo Rurale (PSR) o dell'Organizzazione Comuna del Mercato (OCM) ortofrutta, sono definiti con decreto del Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali. I disciplinari regionali sono redatti conformemente alle “Linee Guida Nazionali di Produzione Integrata”, in seguito indicate con l’acronimo LGNPI. Le LGNPI sono approvate dall’Organismo Tecnico Scientifico (OTS), il quale le aggiorna ogni qualvolta si rendesse necessario adeguarle alle novità tecniche, scientifiche e normative. I disciplinari regionali sono approvati dalle rispettive Regioni e Province autonome previa verifica di conformità alle LGNPI da parte dei gruppi specialistici dell’OTS, ognuno per la propria area di competenza. L’OTS si avvale del supporto di 3 gruppi specialistici: - Gruppo Difesa Integrata (GDI); - Gruppo Tecniche Agronomiche (GTA); - Gruppo Tecnico di Qualità (GTQ). I componenti di tali organismi sono rappresentanti del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali e dei competenti assessorati regionali e delle Province autonome. Lo standard della produzione integrata è formato da due branche, la difesa integrata e le tecniche agronomiche, sviluppate rispettivamente dal GDI e dal GTA. La formazione dei componenti e la natura pubblica dei predetti organismi garantisce la necessaria competenza e terzietà che conferisce allo standard valore scientifico e credibilità. Lo standard fa propri i principi fondamentali di sostenibilità, sanciti tra l'altro nell'allegato III della Dir. 2009/128/CE che istituisce un quadro comunitario per l'uso sostenibile dei Prodotti Fitosanitari (PF), sviluppando a titolo di esempio, appropriati criteri di fertilizzazione, scelta delle varietà resistenti, avvicendamento colturale, irrigazione, tecniche di difesa preventiva, soglie di intervento, modelli previsionali, scelta comparata dei PF in relazione ai target e ai rischi (efficacia, residualità, selettività, insorgenza resistenze). La PI è stata elaborata nel corso di decenni di lavoro e trova ampia applicazione a livello nazionale. Pertanto, teoricamente l'indice di PI dovrebbe computare le superfici sulle quali lo standard viene applicato in virtù dei seguenti regimi: - SQNPI - sistema di qualità nazionale di produzione integrata; - SQ regionali- sistemi di qualità regionali di produzione integrata; - SQ privati- sistemi di qualità gestiti da soggetti privati (GDO, agroindustria); - misure di PI incentivate dai PSR; - misure di PI incentivate dalle misure OCM. In particolare, nel regime SQNPI, le domande di adesione possono essere presentate per i seguenti scopi: marchio SQNPI; conformità agro climatico ambientale (ACA); marchio SQNPI + conformità ACA. La Legge n. 4 del 3 febbraio 2011 “Disposizioni in materia di etichettatura e di qualità dei prodotti alimentari” all’art. 2, commi 3 - 9 istituisce il Sistema di qualità nazionale di produzione integrata (di seguito SQNPI) finalizzato a garantire una qualità del prodotto finale significativamente superiore alle norme commerciali correnti. L'adesione al Sistema è volontaria ed è aperta a tutti gli operatori che si impegnano ad applicare la disciplina di produzione integrata e si sottopongono ai relativi controlli. Il SQNPI prevede un processo di certificazione volto a garantire l’applicazione delle norme tecniche previste nei disciplinari di produzione integrata regionali nel processo di produzione e gestione della produzione primaria e dei relativi trasformati. Le suddette verifiche verranno svolte da Organismi di Controllo (di seguito ODC) sulla base dei piani di controllo regionali redatti conformemente alle Linee guida nazionali per la redazione dei piani di controllo della produzione integrata (di seguito LGNPC). Le LGNPC riportano l’insieme dei controlli da effettuare affinché possa essere rilasciata la certificazione in merito alla conformità del processo produttivo e del prodotto alle norme tecniche previste dal disciplinare. I lotti di prodotto certificati dall’ODC ottenuti conformemente a quanto disposto nei disciplinari regionali di produzione integrata possono essere identificati mediante l’apposito marchio del SQNPI di cui all’art. 8 del DM 4890/2014. L’operatore, con la sottoscrizione della dichiarazione di adesione al SQNPI, si impegna a rispettare i requisiti e le norme tecniche del SQNPI, a sottoporsi ai controlli previsti dai piani regionali e a rispettare le modalità d’ uso del marchio definite nel DM 4890/2014, inoltre, il marchio SQNPI può essere usato anche in abbinamento con marchi privati o collettivi che qualifichino il prodotto sulla base di standard diversi purché non si ingeneri confusione nel consumatore. Considerato che non sono disponibili banche dati attendibili per l'applicazione della PI per tutte le fattispecie elencate, l'indicatore si limiterà a considerare i dati relativi al SQNPI.
Scopo: 
Lo scopo dell'indicatore è quello di esprimere il potenziale ritorno in termini di benefici per la salute pubblica e per l'ambiente riconducibile al grado di diffusione della PI, quale modalità produttiva a basso impatto ambientale. Infatti, la rilevazione percentuale della superficie coltivata applicando il metodo della produzione integrata rispetto a quella totale,esprime quanta parte della SAU nazionale da fascicolo aziendale del GeoDataWherehouse - superficie agricola utilizzabile - è meno esposta a inconvenienti legati all'uso dei PF.
Stato indicatore: 
Attivo
Azioni PAN: 
A.7 - Difesa fitosanitaria a basso apporto di prodotti fitosanitari (articoli 18, 19, 20, 21 del decreto legislativo n. 150/2012).
RILEVANZA - L'indicatore: 
È di portata nazionale oppure applicabile ai temi ambientali e/o agricoli a livello regionale ma di significato nazionale
È in grado di descrivere il trend in atto e l'evolversi della situazione ambientale e/o agricola
Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali e agricole, delle pressioni sull'ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
MISURABILITÀ - I dati utilizzati per la costruzione dell’indicatore sono/hanno: 
Adeguatamente documentati e di qualità nota
Aggiornati a intervalli regolari secondo procedure affidabili
Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
SOLIDITÀ - L'indicatore: 
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Principali riferimenti normativi e obiettivi: 
Ai sensi della legge 3 febbraio 2011, n. 4 (paragrafo 3), è stato introdotto il Sistema nazionale di qualità per la produzione integrata, un regime volontario. Organismi di controllo approvati eseguono ispezioni annuali presso gli operatori certificati aderenti. Perché la certificazione venga concessa e "l’etichettatura" , occorre verificare che i principi e le misure specifiche della IPM siano stati applicati durante il periodo vegetativo, nonché nella fase successiva al raccolto. L'obiettivo è offrire sia agli operatori del settore alimentare sia agli organismi di controllo le necessarie indicazioni sulla corretta applicazione della richiamata normativa al fine di assicurare una corretta informazione ai consumatori. A) I commi da 3 a 9 della legge n. 4 del 3 febbraio 2011, definiscono un “Sistema di produzione integrata” dei prodotti agroalimentari finalizzato a garantire una qualità del prodotto finale, superiore alle norme commerciali correnti. Al riguardo rispetto al testo approvato in prima lettura dalla Camera, il Senato ha soppresso il riferimento alla superiorità “in termini di sanità pubblica, salute delle piante e degli animali, benessere degli animali e tutela ambientale”. B) Il prodotto finale deve essere contraddistinto da un basso uso di sostanze chimiche, controllato da organismi terzi accreditati (in base a uno specifico piano di controllo), e identificato con uno specifico logo, al quale i produttori potranno aderire su base volontaria.

DPSIR: 
Risposta

Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Efficacia delle politiche (tipo D)

Indicatori collegati: 
Agricoltura biologica; Sostenibilità dei sistemi colturali

Riferimenti bibliografici: 
Regolamento CE n. 1698/2005, sul sostegno allo sviluppo rurale da parte del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR); LEGGE 3 febbraio 2011 , n. 4 - Disposizioni in materia di etichettatura e di qualita' dei prodotti alimentari; DM n. 4890 del 08 maggio 2014 - Attuazione dell'articolo 2, comma 6, della legge 3 febbraio 2011, n. 4 recante «Disposizioni in materia di etichettatura e di qualità dei prodotti alimentari», che disciplina il Sistema di qualità nazionale di produzione integrata (SQNPI); DM del Capo Dipartimento n. 1347 del 28 aprile 2015 recante disposizioni in materia di gestione del Sistema di qualità nazionale di produzione integrata; Decreto Interministeriale SQNPI/VIVA.

Eventuali riferimenti web: 
www.reterurale.it

Limitazioni: 
I dati dell’ indicatore relativi alle annualità 2017-2018 provengono sia dal Database del SQNPI (Sistema di Qualità Nazionale Produzione Integrata), sia dalle notifiche di alcuni dei referenti regionali riportanti informazioni relative o al PSR e/o all’OCM ortofrutta. Il Database del SQNPI riporta indistintamente il totale delle superfici che hanno fatto richiesta per il marchio di certificazione SQNPI, per alcune delle adesioni alla PI per il PSR e per L’OCM ortofrutta (denominate conformità ACA ossia agro climatico ambientali) e per alcune delle adesioni sia come ACA che per il marchio. Le notifiche dei referenti regionali sono certificate per ciascuna regione ma riportano suddivisioni diverse a livello regionale, tra coloro che hanno aderito al PSR e/o all’OCM ortofrutta, inoltre non sono presenti per tutte le regioni italiane.

Ulteriori azioni: 
Ultimamente si sta lavorando per far interagire il SQNPI con altri sistemi in maniera da creare sinergie utili alla valorizzazione delle produzioni certificate e alla riduzione dei costi di intervento. A titolo di esempio è utile sottolineare l'intesa sottoscritta dal Ministero delle politiche agricole e forestali e il Ministero dell'ambiente del territorio e del Mare per operare nello specifico settore vitivinicolo, con uno standard a basso impatto ambientale in grado di quantificare i progressi ottenuti sfruttando i due sistemi di qualità SQNPI e VIVA rispettivamente messi a punto dalle due istituzioni. Lo standard di sostenibilità, inizialmente predisposto per il settore vitivinicolo, potrebbe essere esteso anche ad altri comparti agricoli e contribuire significativamente a ridurre l’impatto sull’ambiente e sulla salute pubblica causato dall’impiego di prodotti chimici in agricoltura e da modalità produttive poco razionali. Ulteriore azione che il SQNPI si prefigge, è quella di cercare di ampliare e omogeneizzare la base dati cercando di ottenere da un lato, una maggiore adesione da parte degli agricoltori che intendono fregiare le proprie produzioni con il marchio nazionale, e dall’altro, costituendo una rete di referenti ufficiali che possano riportare informazioni attendibili circa le adesioni alla produzione integrata volontaria delle superfici che hanno beneficiato degli incentivi previsti nei regimi di aiuto dello sviluppo rurale e dell’OCM ortofrutta.

Fonte dei dati: 
MiPAAFT

Metodologia di raccolta dei dati: 
Duplice raccolta: dati forniti da alcune autorità di gestione regionali per le superfici che hanno beneficiato del PSR e/o OCM ortofrutta e sistema informativo di gestione del SQNPI che implementa automaticamente la Banca Dati.

Frequenza di rilevazione dei dati: 
Mensile

Disponiblità dei dati: 
Disponibilità parziale

Unità di misura: 
Chilogrammo (kg), Ettaro (ha), Tonnellata (t)

Descrizione della metodologia di elaborazione: 
L'elaborazione dai dati avviene sia dal sistema gestionale del SQNPI che da alcune notifiche regionali relative o al PSR e/o alla OCM ortofrutta. In particolare i dati del sistema gestionale SQNPI derivano dalla funzione del GeoDataWherehouse, la quale permette di geolocalizzare e quantificare su territorio i dati relativi alle aziende e/o impianti di trasformazione, aderenti al sistema informativo di produzione integrata.

Copertura spaziale: 
Nazionale

Copertura temporale: 
2017-2018

  Il SQNPI è stato concepito dal MiPAAFT per diventare uno strumento competitivo, finalizzato alla valorizzazione e differenziazione dei prodotti sul mercato. Il segno distintivo ministeriale "Qualità sostenibile" è quindi in grado di assicurare al consumatore la coltivazione dei prodotti secondo tecniche rispettose dell'ambiente e della salute dell'uomo. I diversi regimi a cui ricondurre la gestione della PI (SQNPI, PSR, OCM ortofrutta) non hanno per ora una modalità univoca di raccolta dati che permetta di fare un’adeguata valutazione dell'accuratezza e comparabilità nel tempo dell'indicatore.



Descrizione dello stato e trend: 
 Nelle annate 2017 e 2018 i dati riscontrati dalla funzione del GeoDataWherehouse mostrano una registrazione al SQNPI positiva in quasi tutta Italia, con oltre 1% della superficie utilizzata destinata a Sistema di Qualità Nazionale di Produzione Integrata. La Puglia presenta la maggior superficie coltivata e la Provincia autonoma di Trento si rivela essere la regione che, proporzionalmente alla propria SAU da fascicolo aziendale del GeoDataWherehouse, manifesta riscontri favorevoli alla diffusione del SQNPI. Analizzando i dati raccolti per il 2017 e per il 2018, attraverso le notifiche regionali, pervenute solo da alcune regioni, le superfici PI in regime di aiuto PSR e/o OCM risulterebbero invece essersi ridotte, evidenziando un decremento nell’Emilia Romagna. Tra i principali orientamenti produttivi il primato per superficie coltivata spetta all'uva destinata alla produzione di vino, seguita dall'olivo destinato alla produzione di olio e dagli ortaggi (comprendenti diverse categorie). Da quando è stato istituto il marchio, è in costante aumento l'interesse, da parte delle aziende e delle organizzazioni di produttori, ad aderire ad un sistema che offre un ventaglio di opportunità, come ridurre i costi di transazione della filiera e i costi produzione, comunicare e differenziare i prodotti, diffondere la produzione integrata, essere competitivi e, soprattutto cercare di avviare il percorso di certificazione europea.

Commenti: 
Nelle annate 2017 e 2018 la certificazione SQNPI fa registrare un’adesione al Sistema in quasi tutta Italia, con oltre 1% della superficie utilizzata destinata a Sistema di Qualità Nazionale di Produzione Integrata. La Puglia presenta la maggior superficie coltivata e la Provincia autonoma di Trento, proporzionalmente alla propria SAU da fascicolo aziendale del GeoDataWherehouse, manifesta i più elevati riscontri di diffusione del SQNPI.(Tabella 1). Nell’ultimo anno l’estensione del SQNPI ha mostrato risultati positivi in molte regioni quali: Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Veneto, P.A. Trento, Sardegna, Marche, Lazio, Campania e Umbria. (Figura 1). Analizzando i dati raccolti per il 2017 e per il 2018, attraverso le notifiche regionali di alcune Regioni, le superfici PI in regime di aiuto PSR e/o OCM risulterebbero invece essersi ridotte registrando un decremento nell’Emilia Romagna. (Tabella 3). Tra i principali orientamenti produttivi il primato per superficie coltivata, sia nell’anno 2017 che nel 2018, spetta all'uva destinata alla produzione di vino, seguita dall'olivo destinato alla produzione di olio e dagli ortaggi (comprendenti diverse categorie). I dati raccolti con il GeoDataWherehouse mostrano un positivo incremento tra il 2017 e il 2018 determinato specialmente dalla produzione di uva. (Tabella 2).

  • Titolo Tabella 1: Superficie Agricola Utilizzata SQNPI 2017-2018
    Fonte MiPAAFT, Banca dati SQNPI
    Legenda SQNPI: Sistema di Qualità Nazionale Produzione Integrata; SAU: Superficie Agricola Utilizzata da fascicolo aziendale del GeoDataWherehouse

    Regione Superfici SQNPI 2017 Superfici SQNPI 2018 Quota di Superficie SQNPI 2017 rispetto la SAU da Fascicolo Quota di Superficie SQNPI 2018 rispetto la SAU da Fascicolo
    ha ha % %
    Piemonte 4.164,35 2.946,57 4,28 3,03
    Valle d'Aosta 0,00 0,00 0,00 0,00
    Lombardia 218,74 288,73 0,03 0,04 \
    P.a. Bolzano 359,15 349,80 0,15 0,14
    P.a. Trento 8.231,96 8.348,22 7,06 7,16
    Veneto 2.918,42 11.282,88 0,57 2,19
    Friuli Venezia-Giulia 9.536,09 13.118,02 3,43 4,72
    Liguria 0,08 0,00 0,00 0,00
    Emilia-Romagna 3.593,23 1.741,23 1,85 0,90
    Toscana 0,00 170,04 0,00 0,05
    Umbria 94,55 440,30 0,02 0,11
    Marche 1.699,86 2.598,10 0,34 0,52
    Lazio 473,81 1.526,58 0,07 0,22
    Abruzzo 20.584,14 26.063,70 4,90 6,20
    Molise 111,68 218,46 0,05 0,10
    Campania 0,00 734,63 0,00 0,12
    Puglia 39.726,46 38.988,24 2,59 2,54
    Basilicata 23.663,83 12.733,42 3,84 2,07
    Calabria 18.353,52 18.110,87 2,89 2,85
    Sicilia 779,63 400,96 0,05 0,02
    Sardegna 5.329,51 6.169,80 0,41 0,48
    NAZIONALE 139.839,01 146.230,55 1,25 1,31
  • Titolo Tabella 2: Superficie Agricola Utilizzata SQNPI per le principali colture (2017-2018)
    Fonte MiPAAFT, Banca Dati SQNPI
    Legenda SQNPI: Sistema di Qualità Nazionale Produzione Integrata

    Principali Colture Superficie SQNPI 2017 Superficie SQNPI 2018
    ha ha
    Frumento tenero 1.918 2.158
    Frumento duro 11.284 8.609
    Uva da mensa 4.824 5.345
    Uva da vino 27.554 40.922
    Olive da olio 16.445 17.388
    Patata 1.310 1.249
    Pomodoro da trasformazione 563 145
    Mais da granella 3.206 2.985
    Mais da foraggio 626 842
    Actinidia 866 535
    Totale 68.596 80.178
  • Titolo Tabella 3: Superfici PI in regime di aiuto PSR e/o OCM
    Fonte MiPAAFT, notifiche regionali
    Legenda PI: Produzione Integrata; PSR: Piano di Sviluppo Rurale; OCM: Organizzazione Comune del Mercato

    Regione PI 2017 PI 2018
    PSR OCM PSR OCM
    ha ha ha ha
    P.a. Bolzano NO 15.222 NO 15.273
    Veneto NO 1.015 NO 1.074
    Friuli-Venezia Giulia 9.805 9.712
    Emilia-Romagna 112.522 23.697 86.829 24.708
    Toscana 8.310 6.603
    Marche 1.913 386 1.824 468
    Lazio 273 1.296 30 1.515
    Campania 68.300 68.000
    Puglia 22.483 412 33.273 335
    Basilicata 15.205 10.380
    Sicilia 464 464
    Nazionale 281.304 260.489
  • Titolo  Figura 1: Superficie Agricola Utilizzata SQNPI (2017-2018)
    Fonte MiPAAFT, Banca dati SQNPI
    Legenda SQNPI: Sistema di Qualità Nazionale Produzione Integrata