Agricoltura biologica - Edizione 2019

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Abstract:

Figura 1:  Evoluzione del numero di operatori controllati e di superficie agricola utilizzata con il metodo biologico (1990-2018)
I dati che vengono presentati sono un’elaborazione realizzata dal SINAB sulla base delle informazioni al 31 dicembre 2018 comunicate dagli Organismi di Controllo, dalle Regioni dotate di sistemi informatici autonomi e dal Sistema Informativo del Biologico (SIB). I dati del 2018 confermano dunque la crescita del settore dell’agricoltura biologica mantenendo il trend positivo. Secondo le elaborazioni, nel 2018 le superfici investite a biologico e in conversione bio in Italia hanno superato l’1,95 milioni di ettari (1.958.045 ha) che si traduce in una crescita del 2,6% rispetto all’anno precedente. In termini assoluti, nell'ultimo anno, sono state coltivate con metodo biologico quasi 50 mila ettari in più. Alla data del 31 dicembre 2018 in Italia risultano essere inserite nel sistema di certificazione per l’agricoltura biologica 79.046 imprese. Rispetto al 2017 si registra un incremento del 4,2%. L’incidenza percentuale del biologico rispetto ai dati nazionali (ISTAT SPA 2016) indica che in percentuale sul totale della superficie coltivata in Italia il biologico arriva ad interessare il 15,5 % della SAU nazionale.

Descrizione: 

L'indicatore consente di conoscere la superficie agricola coltivata con il metodo biologico, in base ai Regg. CE 834/07 e 889/08.
Il calcolo della SAU condotta con il metodo biologico e del suo rapporto con la SAU totale consente di valutare il minore impatto dell'agricoltura sull'ambiente. L'indicatore fornisce una misura del grado di adozione da parte del sistema agricolo italiano di pratiche agronomiche ritenute più idonee a garantire un buon livello di qualità ambientale e di biodiversità, salubrità degli alimenti e benessere degli animali da allevamento. In agricoltura biologica è vietato l'uso dei pesticidi di sintesi e sono ammessi un limitatissimo numero di prodotti fitosanitari a basso impatto ambientale. Tali prodotti per la difesa delle piante ammessi in agricoltura biologica sono elencati nell'allegato II del Reg. (CE) 889/08.

Scopo: 

Monitorare l'andamento della superficie coltivata con metodo biologico.

Azioni PAN: 

A.7 - Difesa fitosanitaria a basso apporto di prodotti fitosanitari (articoli 18, 19, 20, 21 del decreto legislativo n. 150/2012).

Stato indicatore: 

Attivo
  • Misurabilità: 

    Adeguatamente documentati e di qualità nota
    Aggiornati a intervalli regolari secondo procedure affidabili
    Comparabili e misurabili nel tempo
    Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
  • Rilevanza: 

    È di portata nazionale oppure applicabile ai temi ambientali e/o agricoli a livello regionale ma di significato nazionale
    È in grado di descrivere il trend in atto e l'evolversi della situazione ambientale e/o agricola
    È semplice, facile da interpretare
    È sensibile ai cambiamenti che avvengono nel settore agricolo
    Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali e agricole, delle pressioni sull'ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
    Fornisce una base per confronti a livello internazionale
  • Solidità scientifica: 

    È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
    È ben fondato in termini tecnici e scientifici
    Possiede elementi che consentono di correlarlo a modelli economici, previsioni e sistemi di informazione
    Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
    Presenta la comparabilità delle stime e delle misure effettuate nel tempo

Obiettivi fissati dalla normativa: 

La normativa di base che regola il settore dell’agricoltura biologica è il Reg. (CE) n. 834/2007 relativo alla produzione biologica e all’etichettatura dei prodotti biologici e che abroga il Regolamento (CEE) n. 2092/91: esso stabilisce i principi e i criteri generali dell’agricoltura biologica, il funzionamento del sistema di controllo, le modalità di etichettatura e le regole per l’importazione da Paesi Terzi. L'uso del logo biologico UE è obbligatorio, ma può essere accompagnato da marchi nazionali o privati. Un'apposita indicazione informa i consumatori del luogo di provenienza dei prodotti (agricoltura Ue/non UE). Resta vietato l'uso di organismi geneticamente modificati e deve essere indicata espressamente la presenza accidentale di OGM in misura non superiore allo 0,9%. Rimane invariato l'elenco delle sostanze autorizzate in agricoltura biologica.
Il Reg. (CE) n. 834/2007 ha avuto come seguito i regolamenti di attuazione, Reg. (CE) n. 889/08 e il Reg. (CE) n. 1235/08, il primo recante modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 834/2007 del Consiglio relativamente alle norme dettagliate di produzione, di etichettatura e dei controlli; il secondo recante modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 834/2007 del Consiglio per quanto riguarda, invece, il regime di importazione di prodotti biologici dai paesi terzi. Entrambi i regolamenti sono stati continuamente aggiornati.
L’articolo 36 del Reg. (CE) n. 834/2007 prevede che gli Stati Membri trasmettano alla Commissione le informazioni statistiche necessarie per l’attuazione e il monitoraggio del regolamento stesso. Tali informazioni statistiche sono definite nel contesto del programma statistico comunitario (EUROSTAT).
Il 30 maggio del 2018, dopo anni di consultazioni e trattative, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Comunità Europea il nuovo regolamento di settore, il Reg. (UE) 2018/848, relativo alla produzione biologica e all’etichettatura dei prodotti biologici e che abroga il regolamento (CE) n. 834/2007 del Consiglio. Pur in un quadro in linea di massima simile al precedente Regolamento, il nuovo prevede controlli più restrittivi contro le frodi, l’importazione solo di prodotti conformi (non più equivalenti), produzioni più strettamente legate al suolo, detta nuove regole sulle sementi, introduce la certificazione di gruppo, migliora lo scambio di informazioni intra-comunitarie e il benessere degli animali.
A livello nazionale, nel 2016 il Mipaaft ha elaborato il Piano Strategico Nazionale per lo sviluppo del sistema biologico. Il Piano è stato sviluppato per rispondere alle esigenze del sistema biologico italiano e ha tratto origine dal confronto emerso in specifici tavoli di lavoro che hanno evidenziato le potenzialità e le fragilità del sistema, proponendo al contempo soluzioni per il loro superamento. Il Piano si articola in 10 azioni, tra cui le politiche di filiera, la semplificazione della normativa, la revisione normativa sui controlli, i controlli alle importazioni e lo sviluppo della ricerca e innovazione. Le azioni contenute nel Piano si articolano in un arco temporale di medio periodo, fino al 2020.
Infine, è stato pubblicato nel mese di agosto 2019 il preavviso per la concessione di contributi per il finanziamento di progetti di ricerca finalizzati allo sviluppo del settore dell’agricoltura biologica. Le tematiche dei progetti che verranno finanziati rispondono alle esigenze identificate nell’azione 10 del “Piano strategico nazionale per lo sviluppo del sistema biologico” in cui si evidenzia la necessità di sostenere azioni di ricerca finalizzati ad incentivare l’innovazione nei sistemi produttivi e quindi la crescita del settore.
Nello specifico i contenuti delle proposte dovranno rispondere ad una delle seguenti 7 tematiche prioritarie:
1.Miglioramento genetico in Agricoltura Biologica; 2. Riduzione degli input esterni nella Produzione Biologica; 3. Trasformazione dei prodotti biologici; 4. Florovivaismo biologico; 5. Piante officinali biologiche e piante aromatiche biologiche; 6. L’agroecologia nell’azienda biologica; 7. Meccanizzazione.

DPSIR: 

Risposta

Tipologia indicatore: 

Efficacia delle politiche (tipo D)

Indicatori collegati: 

- Distribuzione dei prodotti fitosanitari
- Uso dei prodotti fitosanitari
- Intossicazioni da prodotti fitosanitari
- Frequenza e concentrazione di sostanze attive nelle acque a livello nazionale
- Frequenza e concentrazione di specifiche sostanze attive nelle acque
- Popolazione di uccelli sensibili ai prodotti fitosanitari
- Mortalità delle api causata dall'uso dei prodotti fitosanitari
- Residui di prodotti fitosanitari in matrici alimentari
- Sostenibilità dei sistemi colturali

Riferimenti bibliografici: 

Giampaola Bellini ISTAT , Rome 2008, Statistics on Italian organic farming: its structure, activities and agricultural practices in a multi-domain context, Tapas Action 2007, Decision No 2007/84/Ec, Final Report.
Bio in cifre, MiPAAF (rapporto annuale del SINAB).

Eventuali riferimenti web: 

www.sinab.it

Limitazioni: 

Livello di disaggregazione a livello regionale. L' estensione e l'orientamento della superficie non è collegata all'anagrafe aziendale e neanche al numero di aziende interessate.

Ulteriori azioni: 

Il SIB (Sistema Informativo del Biologico) è un sistema di gestione informatizzata della notifica di attività con metodo biologico, che per assolvere all’obbligo previsto dall’art. 92 ter del Reg. (CE) 889/08, il quale prevede che ciascuno Stato Membro debba detenere e rendere pubblico un elenco aggiornato degli operatori biologici presenti sul territorio nazionale e delle relative informazioni contenute nella notifica di attività biologica. Tale attività ha lo scopo di semplificare gli strumenti a disposizione degli operatori del settore ottimizzando il flusso delle informazioni relative alla gestione delle notifiche di attività con metodo biologico, e di integrare i dati di alcune Regioni che hanno sviluppato sistemi informativi autonomi.
L’utilizzo dei dati del SIB a fini statistici dovrebbe rendere disponibile i microdati aziendali in modo da superare il livello regionale delle informazioni ad oggi disponibili all’Amministrazione dal sistema di raccolta dati definito dall’art. 36 del Reg. (CE) 834/07, dall’art. 93 del Reg (CE) n. 889/08, e dall’art. 9 del DM n. 6793 del 18 luglio 2018.
Lo sviluppo e l’implementazione del SIB potrà quindi rendere accessibili dati di maggior dettaglio (microdati).

Metodologia di raccolta dei dati: 

Il MiPAAF richiede annualmente a tutti gli Organismi di controllo autorizzati a rilasciare la certificazione del metodo biologico di compilare l'apposito questionario predisposto da Eurostat.
Il SINAB – progetto del MiPAAF gestito da ISMEA e CIHEAM Bari – sulla base delle informazioni al 31 dicembre 2018 comunicate dagli Organismi di Controllo, dalle Amministrazioni regionali e dal Sistema Informativo Biologico, per conto del MiPAAF, aggrega e verifica i dati e li trasmette ad EUROSTAT con il sistema informatizzato e-Damis.

Frequenza di rilevazione dei dati: 

Annuale

Fonte dati: 

Mipaaf

Disponibilita dati: 

Disponibilità totale

Unità di misura: 

Ettaro (ha)
Numero (n.)
Percentuale (%)

Descrizione della metodologia di elaborazione: 

I dati presentati sono una elaborazione realizzata dal SINAB – progetto del MiPAAF gestito da ISMEA e CIHEAM Bari – sulla base delle informazioni al 31 dicembre 2018 comunicate dagli Organismi di Controllo, dalle Amministrazioni regionali e dal Sistema Informativo Biologico.

Gli organismi di controllo autorizzati a rilasciare la certificazione del metodo biologico comunicano al MiPAAF, attraverso la compilazione dell'apposito questionario EUROSTAT, la somma della superficie di tutte le proprie aziende controllate. Tale superficie, disaggregata a livello regionale, riporta il dettaglio di tutti gli orientamenti colturali e delle principali colture (97 voci).

Copertura spaziale: 

Nazionale, Regionale.

Copertura temporale: 

1990-2018
Qualità dell'informazione
RilevanzaAccuratezzaComparabilità nel tempoComparabilità nello spazio
1111

Descrizione della qualità dell'informazione: 

L'indicatore è determinante per conoscere la condizione dell'agricoltura biologica del Paese. Ottima l'accuratezza delle informazioni. Grazie alla completezza delle serie temporali e all'uso di metodologie condivise a livello nazionale e internazionali, le comparabilità nel tempo e nello spazio possono essere considerate ottime.
Prosegue anche nel 2018 il trend positivo del biologico italiano. Le elaborazioni del SINAB, sugli ultimi aggiornamenti al 31 dicembre del 2018, indicano infatti un aumento sia del numero degli operatori certificati, sia della superficie coltivata con il metodo biologico. Nel dettaglio, in base ai dati che gli Organismi di Controllo operanti in Italia nel settore dell’agricoltura biologica e le Amministrazioni regionali, hanno fornito al Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali risulta che in Italia la superficie coltivata secondo il metodo biologico in Italia, risulta pari a 1.958.045ettari, con un aumento complessivo rispetto all’anno precedente del 2,6 %. Nel corso del 2018 sono stati infatti convertiti al metodo biologico 49.392ettari. Le elaborazioni effettuate dal SINAB indicano che dal 2010 gli incrementi registrati sono di oltre 800 mila ettari e 27 mila aziende agricole I dati relativi alla dimensione media aziendale in Italia, nell’anno 2018, indicano che la dimensione media di un’azienda biologica in Italia raggiunge quota 28,2 ettari, a fronte del dato nazionale di 11,0 ettari. L’incidenza percentuale del biologico rispetto ai dati nazionali (ISTAT SPA 2016) indica che in percentuale sul totale della superficie coltivata in Italia il biologico arriva ad interessare il 15,5% della SAU nazionale e il 6,1% delle aziende agricole.

Commenti a tabelle e figure: 

In termini assoluti, nell'ultimo anno, sono stati convertiti al biologico circa 50.000 ettari (Tabella 1). I principali orientamenti produttivi riguardano i prati e pascoli (540.012 ha), le colture foraggere (392.218 ha), ed i cereali (326.083 ha). Segue, in ordine di estensione, la superficie investita ad olivo (239.096 ha).
Nel dettaglio, è da sottolineare l’incremento registrato dalle coltivazioni biologiche di Grano duro (4%), Grano tenero e farro (20%) e Orzo (11%); Girasole (14%) e Soia (25%); Erba medica (11%); Pomodori (12%) e Legumi (7%). Per quanto concerne le colture permanenti, l’anno 2018 registra, rispetto all’anno precedente, un’evoluzione positiva dei principali gruppi con valori superiori al dato nazionale del 3%. La Frutta da zona temperata cresce del 10%, i Piccoli frutti dell’11% e la Frutta da zona subtropicale del 7%, mentre per gli Agrumi si verifica una diminuzione del 10%.
L’analisi della distribuzione regionale delle superfici biologiche, nel 2018, indica che le estensioni maggiori si trovano in Sicilia (385.356 ha), Puglia (263.653 ha), Calabria (200.904 ha) ed Emilia-Romagna (155.331); in queste 4 Regioni è presente il 51% dell’intera superficie biologica nazionale. Dal confronto con l’anno 2017 si osserva che le 4 Regioni, con maggiore estensione di superficie biologica, presentano una dinamica differente. In Sicilia e Calabria si verifica una diminuzione in ettari, rispettivamente del 10% e dell’1%; in Puglia un aumento del 4%, mentre in Emilia-Romagna l’incremento raggiunge il 15%. Tale valore è superato ampiamente dalle prime 4 aree del Paese che, nel 2018, crescono maggiormente, si tratta di Campania (44%), Veneto (38%), Provincia Autonoma di Bolzano (26%) e Lombardia (19%).
L’elaborazione dei dati nazionali relativi agli Operatori biologici evidenzia, rispetto all’anno 2017, un incremento del 4%, con oltre 3 mila operatori in più, per un numero totale di 79.046 unità, inseriti nel sistema di certificazione per l’agricoltura biologica.
Andando nel dettaglio dei 79.046 operatori totali, 58.954 sono i produttori esclusivi (aziende agricole) che crescono del 2,8% rispetto all’anno precedente. A questi si sommano 9.257 preparatori esclusivi (aziende che effettuano attività di trasformazione e commercializzazione, compresa la vendita al dettaglio) che registrano un + 6,5%; 10.363 produttori-preparatori (aziende agricole che svolgono sia attività di produzione che di trasformazione e commercializzazione) e 472 importatori (che possono essere anche preparatori), che crescono rispettivamente dell’ +10,2% e 14,8 % rispetto all’anno 2017. (Tabella 4).
L’analisi della distribuzione a livello regionale degli operatori biologici conferma il primato di Calabria (11.030 unità), Sicilia (10.736 unità) e Puglia (9.275 unità). Nel 2018, si registrano incrementi a doppia cifra, rispetto all’anno precedente, in Campania (43%), Emilia-Romagna (20%), Lombardia (18%), Provincia Autonoma di Bolzano (15%), Friuli-Venezia Giulia (13%) e Abruzzo (11%) (Tabella 5).

AnteprimaAzioni

Titolo: Tabella 1: Superfici e colture in agricoltura biologica (2017-2018)

Fonte: Mipaaf (SINAB)

Legenda: * agli ortaggi sono accorpate le voci "fragole" e “funghi coltivati; ** la frutta comprende "frutta da zona temperata", "frutta da zona subtropicale", "piccoli frutti";*** superfici forestali e/o superfici di raccolta spontanea (funghi selvatici, tartufi, bacche selvatiche) non pascolate e notificate dall’operatore; altro.

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Titolo: Tabella 2: Superfici biologiche per i principali orientamenti produttivi in Italia (2017-2018)

Fonte: Mipaaf (SINAB)

Legenda: *la frutta comprende "frutta da zona temperata", "frutta da zona subtropicale", "piccoli frutti"

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Titolo: Tabella 3: Distribuzione regionale delle superfici biologiche in Italia ( 2017 -2018)

Fonte: Mipaaf (SINAB)

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Titolo: Tabella 4: Operatori biologici per categoria (2017-2018)

Fonte: Mipaaf (SINAB)

Legenda: * Gli “importatori” comprendono gli operatori che svolgono attività di importazione esclusiva o meno, come attività di produzione e/o preparazione

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Titolo: Tabella 5: Distribuzione regionale degli Operatori biologici per categoria in Italia (2017-2018)

Fonte: Mipaaf (SINAB)

Legenda: * Gli “importatori” comprendono gli operatori che svolgono attività di importazione esclusiva o meno, come attività di produzione e/o preparazione; ** I dati sono forniti dalle Amministrazioni regionali

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Titolo: Figura 1: Evoluzione del numero di operatori controllati e di superficie agricola utilizzata con il metodo biologico (1990-2018)

Fonte: Mipaaf (SINAB)

Figura 1:  Evoluzione del numero di operatori controllati e di superficie agricola utilizzata con il metodo biologico (1990-2018)
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