Mortalità delle api causata dall'uso dei prodotti fitosanitari - Edizione 2019

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Abstract:

 Figura 1: Ape domestica su fiori di malvaLe api, il polline e le altri matrici apistiche, consentono di avere indicazioni sullo stato naturale e sulla contaminazione chimica da fitofarmaci presente nell’ambiente (Celli e Maccagnani, 2003; Girotti et al., 2013). Le analisi di laboratorio, permettono inoltre di rinvenire sulle api e sul polline le sostanze attive presenti nei prodotti fitosanitari utilizzati nelle aree sulle quali le stesse effettuano i voli e bottinano (Porrini et al., 2003; Rişcu e Bura, 2013). L’ISPRA partecipa attivamente ad attività di ricerca mirate a conoscere e combattere in modo sostenibile alcune diffuse patologie dell’alveare e stabilire i possibili fattori di mortalità delle colonie di api, anche a seguito delle diverse pratiche fitoiatriche implementate nelle aree naturali e agricole (ISPRA, 2011; Bellucci et al., 2010, Porrini et al., 2016; Bellucci et al., 2019; Sánchez-Bayo et al., 2016). I dati rilevati dal 2015 al 2017, consentono di evidenziare un aumento dei casi di moria di api, mentre nel 2018 un declino. La diminuzione di casi osservata, nel corso 2018, potrebbe essere attribuita a un effetto positivo dei provvedimenti di legge e dell’opera di sensibilizzazione condotta dalle istituzioni per un utilizzo maggiormente responsabile dei prodotti fitosanitari.

Descrizione: 

Questo indicatore mette in relazione i fenomeni di moria delle api registrate sul territorio nazionale con il rinvenimento di principi attivi di prodotti fitosanitari in matrici apistiche, confermato da laboratori di analisi preposti e riconosciuti dalla normativa (IIZZSS, ARPA, ICQRF ed altri).
I dati sono raccolti tramite monitoraggio su api e prodotti dell’alveare, istituito a partire dal 2014 dal Ministero della Salute con il supporto del Servizio Sanitario Nazionale (SSN). Tali controlli prevedono il coinvolgimento dei Servizi veterinari pubblici, dei Servizi Fitosanitari e dei laboratori degli Istituti Zooprofilattici Sperimentali (fra i quali l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie è il titolare del Centro di referenza nazionale), che operano in maniera integrata e sinergica con altre istituzioni, attraverso l’applicazione di appositi protocolli e linee guida (Linee Guida del Ministero della Salute, 2014). In aggiunta, tale indicatore può essere alimentato anche da segnalazioni pervenute da apicoltori e risultati di progetti di ricerca (es. progetto SPIA- BEENET del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, MiPAAF).

Scopo: 

Individuare le modalità, su scala nazionale, con la quale i principi attivi dei prodotti fitosanitari sono associati a fenomeni di moria nelle api domestiche (Apis mellifera subsp). Tali dati forniscono informazioni anche sulla diffusione della contaminazione ambientale da fitofarmaci.

Azioni PAN: 

A.5 - Misure specifiche per la tutela dell'ambiente acquatico e dell'acqua potabile e per la riduzione dell'uso di prodotti fitosanitari in aree specifiche (rete ferroviaria e stradale, aree frequentate dalla popolazione, aree naturali protette) (articoli 14 e 15 del decreto legislativo n. 150/2012).

Stato indicatore: 

Attivo
  • Misurabilità: 

    Adeguatamente documentati e di qualità nota
    Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
  • Rilevanza: 

    È di portata nazionale oppure applicabile ai temi ambientali e/o agricoli a livello regionale ma di significato nazionale
    È sensibile ai cambiamenti che avvengono nel settore agricolo
  • Solidità scientifica: 

    È ben fondato in termini tecnici e scientifici

Obiettivi fissati dalla normativa: 

Il Decreto Interministeriale 15 luglio 2015 – Indicatori PAN Uso sostenibile Prodotti Fitosanitari stabilisce gli indicatori ambientali da popolare ai fini di una corretta valutazione dell’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari.

Ministero Salute (Servizi Veterinari): secondo la Legge n. 833 del 23/12/1978 “Istituzione del Servizio Sanitario Nazionale” (G.U. S.O. N. 360 28/12/1978), all’articolo 14 è competenza dei Servizi Veterinari provvedere alla sanità animale e alla ispezione ed alla vigilanza veterinaria degli alimenti di origine animale (tra i quali è incluso il miele).

DPSIR: 

Impatto

Tipologia indicatore: 

Descrittivo (tipo A)

Indicatori collegati: 

Distribuzione dei prodotti fitosanitari; Uso dei prodotti fitosanitari; Intossicazione da prodotti fitosanitari; Frequenze e concentrazione di specifiche sostanze attive nelle acque

Riferimenti bibliografici: 

Bellucci V., Bianco P., Formato G., Mutinelli F., Porrini C., Lodesani M. (2016). Morie dì api e prodotti fitosanitari. Apitalia Ricerca, 12/2016, 46-52, (https://www.researchgate.net/profile/Pietro_Bianco/publication/312295130_Morie_di_api_e_prodotti_fitosanitari/links/5878bf1b08ae329d622a8ac6/Morie-di-api-e-prodotti-fitosanitari.pdf);

Bellucci, V., Lucci, S., Campanelli, F., Sannino R., Formato, G., Giacomelli, A., Scaramozzino, … Baggio A. (2010). Risultati del primo semestre di attività dell’indagine sul fenomeno della moria delle api all’interno delle aree naturali protette. APOidea Anno VII, 23-27;

Bellucci V., Bianco P. M., Iorio M. (2018). Il mondo complesso delle api. Scienze e Ricerche 56, 5-10;

Bellucci V., Lucci S., Bianco P., Ubaldi A., Felicioli A., Porrini C., Mutinelli F., Battisti S., Spallucci V., Cersini A., Pietropaoli M. and Formato G. (2019). Monitoring honey bee health in five natural protected areas in Italy. Veterinaria Italiana, 55 (1), pp. 15-25. doi: 0.12834/VetIt.1209.6739.4;

Celli G., Maccagnani B. (2003). Honey bees as bioindicators of environmental pollution. Bulletin of Insectology 56 (1): 137-139, 2003 ISSN 1721-8861;

ISPRA (2011). Indagine tecnico conoscitiva sul fenomeno della moria delle api all’interno delle aree naturali protette Relazione Finale, pp. 185 (https://www.minambiente.it/sites/default/files/archivio/allegati/vari/indagine_tecnico_conoscitiva_moria_api_rapporto_finale.pdf) ;

Girotti S.,Ghini E., Maiolini L., Bolelli E., Ferri N. (2013). Trace analysis of pollutants by use of honeybees, immunoassays, and chemiluminescence detection. Anal Bioanal Chem 405: 555 (https://doi.org/10.1007/s00216-012-6443-3);

ISPRA (2015). Valutazione del rischio potenziale dei prodotti fitosanitari nelle Aree Natura 2000. Rapporto ISPRA 216/2015;

Ministero della Salute (2014). Linee guida per la gestione delle segnalazioni di moria o spopolamento degli alveari connesse all’utilizzo di agro farmaci, (https://www.izsvenezie.it/linee-guida-per-la-gestione-delle-segnalazioni-di-moria-o-spopolamento-degli-alveari-connesse-allutilizzo-di-fitofarmaci/) ;

Mitchell E. A. D, Mulhauser B., Mulot M., Mutabazi A., Glauser G., Aebi1 A. (2017). A worldwide survey of neonicotinoids in honey. Science 358, (6359): 109-111.

Neumann., P., Carreck N. (2010). Honey bee colony losses. J. Apic. Res. 49 (1): 1-6. (http://www.ask-force.org/web/Bees/Neumann-Honey-Bee-Colony-Losses-2010.pdf (accessed 20/02/2013)).

Porrini, C., Sabatini, A., Girotti, S., Ghini, S., Medrzycki, P., Grillenzoni, F., Bortolotti, … Celli G. (2003). Honey bees and bee products as monitors of the environmental contamination APIACTA 38, 63-70;

Porrini C., Mutinelli F., Bortolotti L., Granato A., Laurenson L., Roberts K., et al. (2016). The Status of Honey Bee Health in Italy: Results from the Nationwide Bee Monitoring Network. PLoS ONE 11(5): e0155411. doi.org/10.1371/journal.pone.0155411;

Rişcu A., Bura M. (2013). The impact of pesticides on honey bees and hence on humans. Animal Science and Biotechnologies, 46 (2), 272.

Sánchez-Bayo F., Goulson D., Pennacchio F, Nazzi F., Goka K., Desneux N. (2016). Are bee diseases linked to pesticides? — A brief review. Environment International 89–90, 7–11

Whitehorn P.R., Connor S.O. Wackers F.L., Goulson D., (2012).Neonicotinoid Pesticide Reduces Bumble Bee Colony Growth and Queen Production. Science 336 (6079): 351-352. (https://www.sussex.ac.uk/webteam/gateway/file.php?name=whitehorn-2012.pdf&site=411)

Eventuali riferimenti web: 

http://www.izslt.it/apicoltura
http://www.isprambiente.gov.it/it
http://www.reterurale.it/api
https://www.izsvenezie.it/istituto/centri-di-referenza-nazionale/apicoltura/
http://api.entecra.it/index.php?c=8
http://www.informamiele.it/
http://www.federapi.biz/index.php?option=com_content&task=view&id=669&Itemid=0
http://www.mieliditalia.it/
https://www.anaiapi.it/

Limitazioni: 

I dati potrebbero essere sottostimati in quanto le rilevazioni e la raccolta dei dati e delle informazioni circa gli avvelenamenti sono su base volontaria, e non prevedono misure che incentivino gli apiari interessati e la tutela ecologica dell’area.

Ulteriori azioni: 

Al fine di favorire la denuncia dei casi di moria da parte degli apicoltori e migliorare quindi l’attendibilità dei dati, potrebbe essere opportuno, a nostro avviso, una misura che incentivi l’apicoltore a segnalare gli eventi e a collaborare con gli organi di controllo consentendo al contempo il proseguimento delle indagini senza dover interrompere l'attività lavorativa dell'azienda apistica.

Metodologia di raccolta dei dati: 

Dati comunicati ad ISPRA dagli IIZZSS, a seguito di sopralluoghi, rilievi ed analisi di laboratorio condotti, dal personale afferente a strutture sanitarie e di ricerca nazionali, presso gli apiari interessati da morie.

Frequenza di rilevazione dei dati: 

Annuale

Fonte dati: 

ASL (Azienda Sanitaria Locale), CREA (Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in Agricoltura), Istituti Zooprofilattici Sperimentali (II.ZZ.SS.), MiPAAFT (Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali e del Turismo)

Disponibilita dati: 

Disponibilità parziale

Unità di misura: 

Numero per anno (n./a)

Descrizione della metodologia di elaborazione: 

ISPRA valida i dati comunicati dagli apicoltori e dai servizi veterinari delle AA.SS.LL. e dei rapporti di prova elaborati dagli II.ZZ.SS., li aggrega su base regionale e li elabora, in particolare con analisi dei trend annuali.

Copertura spaziale: 

Nazionale

Copertura temporale: 

2015-2018
Qualità dell'informazione
RilevanzaAccuratezzaComparabilità nel tempoComparabilità nello spazio
2222

Descrizione della qualità dell'informazione: 

Questo indicatore non è facilmente relazionabile all’impiego di prodotti fitosanitari sul territorio, in quanto i principi attivi tossici si degradano rapidamente per effetto degli agenti atmosferici se le api morte non sono campionate nel giro di breve tempo e immediatamente conservate a temperatura di congelamento (es. nel caso dei neonicotinoidi, piretroidi). Inoltre, non sempre gli apicoltori segnalano i casi di moria, soprattutto se non registrati o non in regola con l’Anagrafe apistica nazionale.
Alla luce di quanto sopra esposto l’indicatore potrebbe sottostimare i casi di morte e spopolamento effettivamente avvenuti.

I dati rilevati dal 2015 e al 2017 consentono di evidenziare un aumento dei casi di moria di api. L’incremento osservato non è solo imputabile all’accresciuta esposizione ai prodotti fitosanitari, quanto anche ad un’aumentata sensibilità di rilevazione da parte di apicoltori e organi di controllo preposti (Ministero della Salute, Uffici Veterinari delle ASL, associazioni e singoli apicoltori) a seguito dell’adozione da parte del Ministero della Salute (2014) delle “Linee guida per la gestione delle segnalazioni di moria o spopolamento degli alveari connesse all’utilizzo di fitofarmaci”. Nel 2015, il numero di casi di morie di api registrati su scala nazionale e caratterizzati dal rinvenimento da parte dei laboratori dei principi attivi di prodotti fitosanitari sono stati 31. Dal 2016 al 2018, il numero di casi confermati dalla presenza di principi attivi sono stati rispettivamente pari a 49, 50 e 32 casi. L’istituzione di un’attività di monitoraggio sistematica sugli avvelenamenti delle api, attivata nel luglio 2014 dal Ministero della Salute, ha consentito, a partire dal 2015, di rilevare in modo ufficiale i casi di avvelenamento, evidenziando fino al 2017 un costante incremento dei casi di morie delle api denunciati, indicando anche i possibili impatti sull'ambiente correlati all'impiego di tali prodotti. La diminuzione di casi osservata, nel corso 2018, potrebbe indicare un effetto positivo dei provvedimenti di legge e dell’opera di sensibilizzazione condotta dalle istituzioni per un utilizzo maggiormente responsabile dei prodotti fitosanitari.

Commenti a tabelle e figure: 

Le cause di mortalità anomale, secondo le informazioni fornite, possono essere attribuibili sia ad avvelenamento da prodotti fitosanitari che all'azione di diversi patogeni sulle api. Nei casi in cui le analisi per la ricerca dei principi attivi contenuti nei prodotti fitosanitari diano esito positivo, viene spesso rinvenuta la presenza di più principi attivi, indicando così come una combinazione di più fattori possa determinare mortalità anomale e spopolamento degli alveari.
Le segnalazioni con presenza di principi attivi sono state suddivise per regione (Figura 2) e mostrano la presenza dei differenti principi attivi (Tabella 1) rinvenuti dalle analisi su campioni di api morte. Ad esempio nel corso del 2017 sono state registrate 124 segnalazioni di mortalità o spopolamenti di alveari, delle quali 50 con presenza di principi attivi rinvenuti nelle api.
Da evidenziare che i dati possono non rappresentare la totalità degli eventi di moria delle api in quanto spesso gli apicoltori, per non incorrere nelle verifiche da parte degli organi di controllo, preferiscono sovente non segnalare le eventuali morie di api.
Le sostanze attive riscontrate nei campioni risultati positivi alla ricerca multiresiduo nel corso degli anni 2015, 2016, 2017 e 2018 sono riportati in Tabella 2.
Durante il 2018 sono stati segnalati 51 casi di morie dei quali 19 risultati negativi alla presenza di principi attivi; dalle stesse analisi dei campioni è emerso inoltre, sempre per il 2018, che sui restanti 32 erano invece presenti uno più principi attivi di prodotti fitosanitari.
Secondo quanto evidenziato dalle analisi dei dati disponibili per i quattro anni (Tabella 2), le sostanze attive più tossiche per le api e maggiormente riscontrate nei campioni sono state le seguenti:
- tra la classe chimica dei neonicotinoidi troviamo imidacloprid con 6 campioni positivi sia nel 2015 che nel 2016, assente invece nel 2017, ma con 5 positivi nel 2018; clothianidin con 4 campioni positivi nel 2015, 1 nel 2016, 4 nel 2017 e 3 nel 2018. Infine thiametoxan è presente con 4 campioni positivi nel 2016 e 2 nel 2018;
- chlorpyriphos insetticida organofosforico viene rilevato in 2 casi di morie nel 2015 e in 6 casi di morie nel 2016; nel 2017 era presente con ben 14 casi, mentre soli 2 casi nel 2018. Il chlorpyriphos è una sostanza che i monitoraggi ambientali su diverse matrici, non solo apistiche, indicano come inquinante diffuso e presente sia nelle acque sia sulla vegetazione e nei suoli;
- permetrina, insetticida piretroide largamente utilizzato soprattutto per le disinfestazioni contro le zanzare e altri insetti molesti, altamente tossico per le api, è stato rinvenuto in 1 caso di moria nel 2015, in 6 nel 2016, in 7 nel 2017 e in 6 campioni nel 2018;
- dimethoate, insetticida organofosforico sistemico, riscontrato in 3 campioni di api morte nel 2015, risultava assente nelle segnalazioni del 2016 e 2017, ma era presente nel 2018, in 5 campioni di api morte.
Infine è opportuno sottolineare che il fluvalinate, utilizzato dagli apicoltori come acaricida per combattere la temuta Varroa destructor degli alveari, spesso è presente nei campioni api morte insieme con altri principi attivi. Ma data la sua tossicità moderata nei confronti delle api stesse è probabile che la morte dell’insetto sia avvenuta a causa di avvelenamento ad opera di altre sostanze presenti in tracce, molto più tossiche.

Per quanto attiene la distribuzione regionale, nel 2015 la regione con maggior numero di episodi di moria è stata la Lombardia (10 casi), seguita dal Veneto e dalla provincia autonoma di Trento, rispettivamente con 6 e 5 casi (Figura 2). Anche nel 2016 il Veneto e la Lombardia, entrambi con 11 casi osservati, sono state le regioni che hanno registrato il numero più elevato di avvelenamenti, seguite dalla provincia autonoma di Bolzano con 10 casi. Nel 2017 invece, la maggioranza dei casi osservati si evidenzia nella provincia autonoma di Bolzano (15), seguita da Valle d’Aosta (8) e Veneto (7). Nel 2018 il numero maggiore di casi verificatisi per regione si registra in Veneto e Calabria, con rispettivamente 9 e 6 probabili avvelenamenti segnalati; seguono 5 campioni di api morte contenti principi attivi nella Valle d’Aosta.

Infine dall’analisi del trend mensile nei vari anni si evince come i mesi con maggior numero di casi di morie siano aprile, maggio e giugno, coincidenti con le fioriture primaverili (Figura 3), dimostrando l’inosservanza da parte degli agricoltori delle raccomandazioni e buone pratiche suggerite durante le semine ed i trattamenti con fitosanitari. In tali periodi, nei quali è vietato effettuare trattamenti fitosanitari, le api svolgono un intensa attività di bottinamento che le rende maggiormente vulnerabili alla presenza di inquinanti diffusi presenti nell’ambiente, in particolare i fitosanitari per i trattamenti nelle aree agricole.

AnteprimaAzioni

Titolo: Tabella 1: Casi di Morie di api con presenza di principi attivi, suddivise per regione

Fonte: Elaborazione ISPRA su dati II.ZZ.SS

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Titolo: Tabella 2: Casi di moria con presenza di principi attivi fitosanitari (2015 - 2018)

Fonte: Elaborazione ISPRA su dati II.ZZ.SS

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Titolo: Figura 1: Ape domestica su fiori di malva

Fonte: V. Silli e V. Bellucci

 Figura 1: Ape domestica su fiori di malvaDownload

Titolo: Figura 2: Casi di moria con presenza di principi attivi per regione

Fonte: Elaborazione ISPRA su dati II.ZZ.SS.

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Titolo: Figura 3: Numero di casi di avvelenamenti con presenza di principi attivi, suddivisi per mese

Fonte: Elaborazione ISPRA su dati II.ZZ.SS

Figura 3: Numero di casi di avvelenamenti con presenza di principi attivi, suddivisi per meseDownload