Residui di prodotti fitosanitari in matrici alimentari - Edizione 2019

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Abstract:

L' indicatore misura il livello di conformità dei residui di prodotti fitosanitari in alimenti e quindi anche del rispetto delle buone pratiche agricole. La percentuale delle irregolarità dei residui si mantiene al di sotto dell'1% dei campioni effettuati.

Descrizione: 

L’indicatore permette, di avere un'informazione sul livello del rischio dei consumatori, poiché rileva i livelli di residui di prodotti fitosanitari negli alimenti di origine vegetale (D.M. 23/12/1992 e Regolamento CE 396/2005) ed animale (Reg. UE 662/2016) In particolare ai sensi del Decreto Ministeriale vengono rilevati i residui nelle seguenti categorie di alimenti frutta, ortaggi, cereali, olio e vino e ai sensi del regolamento 662/2016 vengono rilevati i pesticidi riportati in questo regolamento differenziati per tipologia di alimento secondo le definizioni di residuo di cui al regolamento 396/2005 in 39 tipi di alimenti compresi i baby food. Dei 39 tipi di alimenti ogni anno vengono campionati solo 10 tipi di origine vegetale (sia biologici che non biologici), 2 tipi di origine animale, 1 tipo di baby food.

Scopo: 

Il controllo dell’entità dei residui permette di valutare l’uso corretto dei prodotti fitosanitari e di monitorare il rischio per la salute dei consumatori associato all’assunzione di prodotti alimentari contenenti residui di fitofarmaci

Stato indicatore: 

Attivo
  • Misurabilità: 

    Adeguatamente documentati e di qualità nota
    Aggiornati a intervalli regolari secondo procedure affidabili
    Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
  • Rilevanza: 

    È di portata nazionale oppure applicabile ai temi ambientali e/o agricoli a livello regionale ma di significato nazionale
    È sensibile ai cambiamenti che avvengono nel settore agricolo
    Fornisce una base per confronti a livello internazionale
    Ha una soglia o un valore di riferimento con il quale poterlo confrontare, in modo si possa valutare la sua significatività
  • Solidità scientifica: 

    È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
    È ben fondato in termini tecnici e scientifici
    Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati

Obiettivi fissati dalla normativa: 

Monitoraggio dell’entità dei residui di prodotti fitosanitari negli alimenti. I livelli di residuo di fitofarmaci non devono superare i rispettivi LMR (Livelli massimi di residui) fissati dal Reg. 396/2005/CE per ogni singola combinazione alimento/pesticida. Inoltre i residui riscontrati non devono evidenziare un uso illecito ai sensi del Reg. 1107/2009/CE.


DPSIR: 

Determinante
Impatto

Tipologia indicatore: 

Descrittivo (tipo A)
Efficacia delle politiche (tipo D)

Indicatori collegati: 

Distribuzione dei prodotti fitosanitari; Uso dei prodotti fitosanitari; Rilascio del certificato di abilitazione e di aggiornamento per consulenti, distributori ed utilizzatori professionali

Riferimenti bibliografici: 

Ministero della salute, Rapporto Controllo ufficiale sui residui di prodotti fitosanitari negli alimenti-risultati in Italia per l’anno 2017
EFSA, Rapporto annuale

Eventuali riferimenti web: 

www.salute.gov.it


Limitazioni: 

Non c'è una completa uniformità riguardo al numero dei pesticidi analizzati routinariamente da parte dei laboratori ufficiali di analisi italiani; ciò in massima parte è dovuto alla differente dotazione strumentale a disposizione dei singoli laboratori.

Ulteriori azioni: 

Per ovviare alle limitazioni evidenziate sarebbe necessario garantire che tutti i laboratori ufficiali di analisi italiani siano in grado di analizzare tutte le sostanze attive presenti nei piani triennali di monitoraggio comunitario, che per il triennio 2017-2019 è fissato dal Reg. 662/2016/UE.
Ottimizzazione del network dei laboratori (ARPA, APPA, IZS, AUSL) per ovviare, mediante trasferimento di campioni fra laboratori, alle attuali limitazioni di “scope”.

Metodologia di raccolta dei dati: 

I dati rappresentano gli esiti dei campionamenti effettuati dalle Aziende Sanitarie Locali sulla base dei programmi regionali. Tali programmi seguono le indicazioni contenute nel decreto ministeriale 23 dicembre 1992 e negli indirizzi del Ministero della salute che aggiornano tale decreto e implementano disposizioni per l'adeguamento al regolamento europeo. I risultati dei campionamenti e delle analisi vengono trasmessi direttamente al Ministero della Salute dai Laboratori del controllo ufficiale (ARPA ; LSP; IZS ). Il campionamento nazionale è stato previsto sulla base dei dati di consumo e delle produzioni nazionali e in generale i controlli vengono eseguiti prendendo in considerazione i rischi associati agli operatori del settore alimentare, gli esiti dei precedenti controlli, etc. I luoghi dove vengono eseguiti i controlli rappresentano il mercato italiano e ai sensi del decreto ministeriale del 23 dicembre 1992 sono:
i centri di raccolta aziendale, i mercati generali specializzati, i depositi all’ingrosso, gli ipermercati e i supermercati. In merito alla raccolta dati si rappresenta che l’ Autorità europea della Sicurezza alimentare (EFSA) ha concordato con gli Stati membri e poi stabilito le modalità per la trasmissione dei dati che è prevista dal regolamento 662/2016. I dati vengono raccolti in modo disaggreagato ad un livello di dettaglio del singolo analita presente nel campione. La raccolta che è standardizzata in tutta Europa prevede che vengano compilati dei campi obbligatori e dei campi facoltativi. Esistono diversi campi che permettono di identificare l’alimento altri l’analita, altri la misura, altri la regolarità. Ogni campo è codificato con le anagrafi stabilite e concordate da EFSA e ogni campo segue delle regole sia sui codici, sia di relazione tra un campo e l’altro. I dati raccolti devono essere trasmessi in formato xml nel nuovo sistema informativo sanitario (NSIS) e sono verificati dal sistema informativo ministeriale e per le regole dei campi dall’ufficio dei fitosanitari, in seguito vengono verificati e validati da Efsa. Quindi vengono utilizzati sia da EFSA che dal Ministero per le pubblicazioni annuali.



Frequenza di rilevazione dei dati: 

Annuale

Fonte dati: 

MINSAL

Disponibilita dati: 

Disponibilità totale

Unità di misura: 

Numero (n.)
Percentuale (%)

Descrizione della metodologia di elaborazione: 

L'elaborazione è sia informatica (prevista dal sistema NSIS), sia manuale tramite scarico file ed elaborazione dei dati con strumenti come Access





Copertura spaziale: 

Nazionale

Copertura temporale: 

2009-2017
Qualità dell'informazione
RilevanzaAccuratezzaComparabilità nel tempoComparabilità nello spazio
2112

Descrizione della qualità dell'informazione: 

I metodi di analisi si sono evoluti notevolmente nel tempo. Fino al 2008 ogni laboratorio utilizzava prevalentemente “metodi interni” e spesso non validati in maniera conforme ai requisiti attualmente dettati da linee guida e documenti SANCO di settore. Spesso i metodi utilizzati sul territorio nazionale non risultavano confrontabili, il numero degli analiti e le matrici analizzate non erano armonizzati. Attualmente esistono metodi di analisi e strumentazioni analitiche che garantiscono la comparabilità dei risultati, entro certi limiti, su tutto il territorio dell’UE.
La percentuale delle irregolarità dei residui si mantiene al di sotto dell'1% dei campioni effettuati

Commenti a tabelle e figure: 

Nel 25 anno di attività di controllo nel campo dei residui di pesticidi, anno 2017; sono stati prelevati e quindi esaminati 11497 campioni di frutta, ortaggi, cereali, olio, vino, baby food, e altri prodotti e solo lo 0,9 % di tali campioni è risultato essere irregolare. In totale i campioni senza residui sono risultati essere pari al 64,4 % corrispondenti a 7402 campioni, mentre quelli regolari con residui che rispettano i limiti massimi previsti sono risultati essere pari a 3986 corrispondenti al 34.7 %.
Il numero di campioni di ortofrutticoli prelevati in totale da tutte le autorità sono 6593 mentre i campioni con residui superiori ai limiti massimi di residui è risultato pari a 89 (44 di frutta e 45 di ortaggi) con una percentuale di irregolarità uguale a 1,3% a cui concorrono anche i campioni di prodotti controllati all'importazione. Nell’ambito dei campioni regolari, il numero di campioni privi di residui è pari a 3342 (50,7%) ed il numero di campioni con residuo entro il limite legale è pari a 3162 (48%).
Relativamente ai risultati nazionali su cereali, oli e vino, su 2557 sono state rilevate 2 non conformità e riguardano i cereali. Per tale gruppo di alimenti la percentuale di campioni privi di residui (76,2% ) risulta essere maggiore rispetto all’ortofrutta e quindi per contro la percentuale di campioni conformi con residui è più bassa (23,7 %)
Sono stati inoltre esaminati 75 campioni di baby food e 2272 campioni di “altri prodotti ”. I campioni di baby food sono risultati tutti regolari e senza residui, mentre l’89,6% degli "altri prodotti" esaminati ha riguardato campioni senza residui, il 9.6% ha riguardato campioni con residui al di sotto del limite e lo 0.8 % è risultato superare i limiti massimi di residui

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Titolo: Risultati del controllo ufficiale sui residui di prodotti fitosanitari in prodotti alimentari - riepilogo globale dei risultati analitici (2017)

Fonte: Ministero della salute: Rapporto Controllo ufficiale sui residui di prodotti fitosanitari negli alimenti -risultati in Italia per l’anno 2017(tabella 55)

Legenda: * compresi i cereali trasformati (farine, riso brillato);**frutta, ortaggi, cereali processati, alimenti di origine animale ( carni processate e non, uova processate e non, latte processato e non), legumi secchi, luppolo, piante da zucchero processate e non, spezie, semi e frutti oleaginosi processati e non, te, caffè, erbe infusionali, cacao carrube processati e non

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