Frequenza e concentrazione di specifiche sostanze attive nelle acque - Edizione 2019

  • Stampa

Abstract:

Abstract 1: Frequenza di sostanze attive prioritarie nelle acque superficialiL’indicatore permette di valutare la contaminazione delle acque superficiali e sotterranee da residui di pesticidi immessi nell’ambiente per specifiche sostanze, rilevanti dal punto di vista normativo ed (eco)tossicologico. Le sostanze sono quelle “prioritarie” e “pericolose prioritarie” ai sensi della Direttiva Quadro Acque (Direttiva 2000/60/CE). Ai fini della verifica del raggiungimento dello stato chimico buono delle acque superficiali e sotterranee per queste sostanze devono essere rispettati gli Standard di Qualità Ambientali, appositamente definiti. Dall’analisi delle frequenze di ritrovamento delle sostanze prioritarie nelle acque superficiali e sotterranee, si osserva nell’ultimo quinquennio, un incremento attribuibile all’inserimento nell’elenco di priorità di nuove sostanze e, in particolare, al ritrovamento di sostanze non revocate. La concentrazione media delle sostanze, in entrambi i compartimenti acquatici, è nell’ordine della frazione di µg/L. Gli andamenti complessivi delle concentrazioni sono lievemente decrescenti.

Descrizione: 

L’indicatore permette di valutare la contaminazione delle acque superficiali e sotterranee da residui di pesticidi immessi nell’ambiente da specifiche sostanze attive e si basa sulle informazioni raccolte ai fini del progetto (APA - 00041) "Qualità delle acque - Inquinamento da Pesticidi" che fa parte del Piano Statistico Nazionale. L’indicatore presentato fornisce un dato in termini di frequenza di ritrovamento e di distribuzione dei valori delle concentrazioni dei residui nelle acque di sostanze specifiche su cui concentrare l’attenzione. La scelta delle sostanze specifiche ai fini degli obiettivi del PAN deve considerare tutti gli aspetti che concorrono a determinare la possibilità di contaminazione delle acque e conseguentemente il rischio per l’uomo e per l’ambiente attraverso questa via di esposizione. In particolare è necessario tenere conto delle quantità immesse nell’ambiente e dei carichi per unità di superficie, delle modalità di rilascio e della possibile presenza di sorgenti puntiformi che potrebbero costituire delle vie preferenziali di contaminazione delle acque, delle caratteristiche che determinano il comportamento delle sostanze nell’ambiente e delle loro proprietà (eco)tossicologiche. La realizzazione dell’indicatore è il risultato di una complessa attività che coinvolge le Regioni e le Agenzie regionali per la protezione dell’ambiente, che gestiscono la reti di monitoraggio e trasmettono i dati all’ISPRA, che svolge un compito di coordinamento, indirizzo tecnico-scientifico, valutazione delle informazioni.
L’indicatore, in questa edizione, offre un’analisi dell’evoluzione della contaminazione delle sostanze attive prioritarie sulla base dei dati raccolti a partire dal 2003 nell’ambito dei programmi di monitoraggio regionali. Tali programmi nati nell’ambito della regolamentazione nazionale sull’immissione in commercio dei prodotti fitosanitari, si inseriscono nel quadro della disciplina per la tutela delle acque, che con la direttiva 2000/60/CE (Dir. 2000/60/CE) e le direttive originate in quel contesto, stabilisce i criteri per lo sviluppo delle reti e per l’esecuzione del monitoraggio e fissa standard di qualità ambientale per un certo numero di sostanze “specifiche".


Scopo: 

Fornire una rappresentazione dello stato di contaminazione delle acque superficiali e sotterranee da pesticidi su base nazionale, di specifiche sostanze attive supportando processi decisionali volti a limitare i rischi per l’ambiente. Seguire l’evoluzione della contaminazione derivante dall’uso delle sostanze considerate. Monitorare, infine, l’efficacia di specifiche azioni di mitigazione del rischio intraprese nei confronti di determinate sostanze

Azioni PAN: 

A.5 - Misure specifiche per la tutela dell'ambiente acquatico e dell'acqua potabile e per la riduzione dell'uso di prodotti fitosanitari in aree specifiche (rete ferroviaria e stradale, aree frequentate dalla popolazione, aree naturali protette) (articoli 14 e 15 del decreto legislativo n. 150/2012).

Stato indicatore: 

Attivo
  • Misurabilità: 

    Adeguatamente documentati e di qualità nota
    Aggiornati a intervalli regolari secondo procedure affidabili
  • Rilevanza: 

    È di portata nazionale oppure applicabile ai temi ambientali e/o agricoli a livello regionale ma di significato nazionale
    È sensibile ai cambiamenti che avvengono nel settore agricolo
    Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali e agricole, delle pressioni sull'ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
    Fornisce una base per confronti a livello internazionale
    Ha una soglia o un valore di riferimento con il quale poterlo confrontare, in modo si possa valutare la sua significatività
  • Solidità scientifica: 

    È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
    È ben fondato in termini tecnici e scientifici
    Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati

Obiettivi fissati dalla normativa: 

Al fine di acquisire informazioni sullo stato di qualità della risorsa idrica e di individuare eventuali effetti non previsti adeguatamente nella fase di autorizzazione dei prodotti fitosanitari, nasce nel 2003, nell’ambito della regolamentazione nazionale sull’immissione in commercio dei prodotti fitosanitari (Decreto Legislativo 194/95, in attuazione della Direttiva 91/414/CEE, ad oggi abrogata dal Regolamento (CE) n. 1107/2009), il monitoraggio dei pesticidi a livello nazionale (relativo sia ai residui di prodotti fitosanitari, sia di prodotti biocidi, Direttiva 98/8/CE e Regolamento (CE) 582/2012).
Nella pianificazione del monitoraggio è necessario tenere conto delle sostanze individuate come prioritarie dalla normativa europea e nazionale. A livello europeo, nell’ambito della direttiva 2000/60/CE (Water Framework Directive), che istituisce un quadro per l’azione comunitaria in materia di acque, con la decisione n. 2455/2001/CE è stato individuato un primo elenco di 33 sostanze o gruppi di sostanze per le quali è richiesto un intervento in via prioritaria a livello comunitario. Tra le sostanze in questione alcune sono state classificate come sostanze pericolose prioritarie. Gli Stati membri sono tenuti ad attuare le misure necessarie a norma dell’articolo 16, paragrafo 1, e dell’articolo 16, paragrafo 8, al fine di ridurre progressivamente l’inquinamento causato dalle sostanze prioritarie e arrestare o eliminare gradualmente le emissioni, gli scarichi e le perdite di sostanze pericolose prioritarie. La Direttiva 2013/39 del 12 agosto 2013 modifica la direttiva 2008/105/CE la quale istituiva gli standard di qualità ambientale per le sostanze prioritarie suddette, che sono espressi come un valore medio annuo in grado di garantire una protezione nei confronti dell’esposizione a lungo termine e come concentrazioni massime ammissibili per garantire la protezione contro l’esposizione a breve termine. L’elenco delle sostanze prioritarie è soggetto a revisione con frequenza non superiore a quattro anni.
Tra le sostanze prioritarie individuate, che pertanto sono soggette obbligatoriamente a monitoraggio, alcune sono utilizzate nei prodotti fitosanitari.
I recepimenti nazionali delle direttive europee sono: relativamente alle acque superficiali, la parte terza del Decreto Legislativo 152/06, che fissa i valori soglia delle sostanze prioritarie e di altre sostanze inquinanti; per quanto riguarda le acque sotterranee, il Decreto Legislativo 30/09, che definisce misure specifiche per prevenire e controllare l’inquinamento ed il depauperamento delle acque sotterranee.
Infine, l’analisi dei trend di contaminazione offre anche la considerevole possibilità di supportare processi decisionali volti a limitare i rischi per l’ambiente acquatico, di appurare l’efficacia di specifiche azioni di mitigazione e di seguire l’evoluzione della contaminazione rispondendo a quanto predisposto dalla Direttiva 2009/128/CE, che istituisce un quadro per l’azione comunitaria ai fini dell’utilizzo sostenibile dei pesticidi (il riferimento nazionale è il D.Lgs. n. 150 del 2012)

DPSIR: 

Stato

Tipologia indicatore: 

Descrittivo (tipo A)
Efficacia delle politiche (tipo D)

Indicatori collegati: 

Distribuzione dei prodotti fitosanitari; Uso dei prodotti fitosanitari; Frequenza e concentrazione di sostanze attive nelle acque a livello nazionale.


Riferimenti bibliografici: 

ISPRA, Rapporto nazionale pesticidi nelle acque: dati 2009-2010. Ed. 2013
ISPRA, Rapporto nazionale pesticidi nelle acque: dati 2011-2012. Ed. 2014
ISPRA, Rapporto nazionale pesticidi nelle acque: dati 2013-2014. Ed. 2016
ISPRA, Rapporto nazionale pesticidi nelle acque: dati 2015-2016. Ed. 2018

Eventuali riferimenti web: 

http://www.pesticidi.isprambiente.it/

Limitazioni: 

Lo studio dell’evoluzione della contaminazione da pesticidi incontra diverse difficoltà tecniche e metodologiche a causa della variabilità spaziale e temporale del numero di punti di misura, delle frequenze e dei periodi di campionamento, delle sostanze controllate e dei limiti di quantificazione.

Ulteriori azioni: 

Il miglioramento dell’indicatore richiede un aumento della copertura territoriale e temporale; un' omogeneità delle indagini sulle sostanze rispetto a criteri di priorità e un miglioramento dei limiti di quantificazione delle metodiche analitiche.

Metodologia di raccolta dei dati: 

I dati acquisiti attraverso le reti di monitoraggio e i programmi di controllo messi in atto dalle Regioni vengono trasmessi all’ISPRA attraverso il Sistema Informativo Nazionale per la Tutela delle Acque Italiane (SINTAI), dedicato alla raccolta e all’elaborazione delle informazioni sullo stato delle acque secondo quanto previsto dalle normative nazionali ed europee. Le Regioni e Agenzie regionali per la protezione dell’ambiente, che effettuano le indagini sul territorio, in questo modo, hanno a disposizione un canale web dedicato al monitoraggio dei pesticidi. Il sistema consente di acquisire la scheda per la raccolta dei dati e le istruzioni per la sua compilazione, di trasmettere i dati, di controllare l'avvenuta trasmissione, eventualmente di modificarla e integrarla, e di seguire lo stato di avanzamento delle operazioni in corso sulle informazioni trasmesse.



Frequenza di rilevazione dei dati: 

Annuale

Fonte dati: 

ISPRA

Disponibilita dati: 

Disponibilità totale

Unità di misura: 

Microgrammo per litro (µg/l)
Numero (n.)
Percentuale (%)

Descrizione della metodologia di elaborazione: 

I dati forniti dalla rete delle agenzie per la protezione dell'ambiente, adoperano procedure di monitoraggio analitiche certificate.
I dati grezzi, forniti dalle Regioni, ARPA e APPA, dopo essere stati posti a validazione, sono utilizzati per la costruzione dell’indicatore. L’evoluzione temporale della contaminazione è calcolata in termini di frequenza, intesa come rapporto tra campioni con residui e campioni totali.

Copertura spaziale: 

Nazionale

Copertura temporale: 

2003-2016
Qualità dell'informazione
RilevanzaAccuratezzaComparabilità nel tempoComparabilità nello spazio
1222

Descrizione della qualità dell'informazione: 

L’informazione prodotta fornisce una significativa rappresentazione dello stato generale di contaminazione delle acque da sostanze prioritarie. L’informazione offre anche la considerevole possibilità di supportare processi decisionali volti a limitare i rischi per l’ambiente, di appurare l’efficacia di specifiche azioni di mitigazione e di seguire l’evoluzione della contaminazione. Tuttavia non è ancora stata raggiunta un’uniformità territoriale rispetto a limiti analitici di quantificazione, copertura spaziale della rete di monitoraggio e sforzo di ricerca. Questo comporta una parziale comparabilità dell’informazione sia nel tempo che nello spazio e una discordanza tra l’osservato e il reale stato di contaminazione.

Il trend dell’indicatore risulta non determinabile. Non è possibile definire un giudizio relativo al trend di entrambi i parametri, in quanto non c’è ancora un quadro nazionale completo della presenza di residui di pesticidi nelle acque per una serie di cause: copertura incompleta del territorio, disomogeneità del monitoraggio, assenza dai protocolli regionali delle sostanze immesse sul mercato negli anni più recenti. Si può affermare con ragionevole confidenza che siamo ancora in una fase transitoria in cui l’entità e la diffusione dell’inquinamento non sono sufficientemente noti, tenendo conto, ovviamente, che il fenomeno è sempre in evoluzione per l’immissione sul mercato di nuove sostanze.

Commenti a tabelle e figure: 

Dall’analisi di tutte le sostanze prioritarie e di quelle non revocate, emerge un andamento altalenante della frequenza di ritrovamento nelle acque superficiali fino al 2012, successivamente si registra un aumento fino al 2016, l’ultimo anno di analisi registra un valore complessivo delle sostanze considerate di oltre il 30%, mentre per le non revocate oltre il 6%. Il trend fino al 2012 può spiegarsi probabilmente col fatto che gran parte dei pesticidi dell’elenco di priorità sono fuori commercio e quella misurata è il residuo di una contaminazione storica. Dopo tale data abbiamo una crescita dell’indicatore dovuta all’inserimento nell’elenco di priorità di nuove sostanze in seguito all’aggiornamento della Direttiva. Inoltre, si registra un aumento dello sforzo di ricerca delle sostanze non revocate (clorpirifos, diuron, aclonifen, bifenox, chinossifen, cipermetrina), rappresentate principalmente dalle nuove sostanze inserite nell’elenco. Nell’ultimo anno di analisi del trend si verifica un’impennata del dato di frequenza (30,8%), il risultato è attribuibile al fatto che le misure di concentrazione nelle acque delle sostanze provengono da laboratori diversi che operano con differenti limiti di quantificazione (LQ). In particolare, nel 2016, sono stati adoperati LQ notevolmente inferiori alla media nazionale per gli isomeri del DDT (DDTpp, DDTop, DDDpp, DDEpp), che spiegano l’elevata frequenza di ritrovamento registrata nell’anno (Tabella 1, Figura 1).

Nelle acque superficiali, le concentrazioni medie oscillano tra un valore massimo di 0,16 µg/L nel 2011 (determinato principalmente dalla presenza del diuron) e un minimo di 0,04 µg/L (Tabella 3, Figura 3).

Per quanto concerne le acque sotterranee, il valore complessivo della frequenza di ritrovamento delle sostanze prioritarie aumenta fino al 2007, per poi decrescere fino al 2012. Successivamente si registra un aumento fino al 2015 e un lieve calo delle frequenze nel 2016 (9,9%). Anche per le acque sotterranee, l’incremento è attribuibile alla maggiore frequenza di ritrovamento delle sostanze non revocate (Tabella 2, Figura 2).

Nelle acque sotterrane la concentrazione media di pesticidi oscilla tra il valore massimo di 0,15 µg/L e il minimo di 0,05 µg/L. Il valore della concentrazione media è determinata soprattutto da atrazina, alaclor, clorpirifos diuron, simazina, trifluralin, e terbutrina. (Tabella 4, Figura 4).

AnteprimaAzioni

Titolo: Tabella 1: Frequenza di sostanze attive prioritarie nelle acque superficiali

Fonte: ISPRA

Tabella 1: Frequenza di sostanze attive prioritarie nelle acque superficiali



Anno Frequenza di ritrovamento Sostanze cercate
% n.
2003 9,9 24
2004 9,3 24
2005 14,2 25
2006 12,9 26
2007 9,7 25
2008 6,5 25
2009 8,2 24
2010 7,6 25
2011 4,8 26
2012 4,8 25
2013 7,8 29
2014 7,5 30
2015 10,5 30
2016 30,8 31



Fonte: ISPRA

Download

Titolo: Tabella 2: Frequenza di sostanze attive prioritarie nelle acque sotterranee

Fonte: ISPRA

Tabella 2: Frequenza di di sostanze attive prioritarie nelle acque sotterranee



Anno Frequenza di ritrovamento Sostanze cercate
% n.
2003 9,3 23
2004 14,1 22
2005 13,9 24
2006 14,0 23
2007 16,9 24
2008 11,3 23
2009 10,6 24
2010 7,7 25
2011 6,1 26
2012 6,2 25
2013 7,0 28
2014 7,6 28
2015 11,5 28
2016 9,9 30



Fonte: ISPRA

Download

Titolo: Tabella 3: Concentrazione di sostanze attive prioritarie nelle acque superficiali

Fonte: ISPRA

Tabella 3: Concentrazione di di sostanze attive prioritarie nelle acque superficiali



Anno Concentrazione media
µg/L
2003 0,10
2004 0,09
2005 0,07
2006 0,09
2007 0,06
2008 0,09
2009 0,04
2010 0,04
2011 0,16
2012 0,04
2013 0,06
2014 0,04
2015 0,11
2016 0,04






Fonte: ISPRA
Download

Titolo: Tabella 4: Concentrazione di sostanze attive prioritarie nelle acque sotterranee

Fonte: ISPRA

Tabella 4: Concentrazione di di sostanze attive prioritarie nelle acque sotterranee


Anno Concentrazione media
µg/L
2003 0,09
2004 0,07
2005 0,07
2006 0,07
2007 0,14
2008 0,12
2009 0,08
2010 0,09
2011 0,05
2012 0,15
2013 0,06
2014 0,10
2015 0,05
2016 0,06


Fonte: ISPRA
Download

Titolo: Figura 1: Frequenza di sostanze attive prioritarie nelle acque superficiali

Fonte: ISPRA

Figura 1: Frequenza di  sostanze attive prioritarie nelle acque superficialiDownload

Titolo: Figura 2: Frequenza di sostanze attive prioritarie nelle acque sotterranee

Fonte: ISPRA

Figura 2: Frequenza di sostanze attive prioritarie nelle acque sotterraneeDownload

Titolo: Figura 3: Concentrazione di sostanze attive prioritarie nelle acque superficiali

Fonte: ISPRA

Figura 3: Concentrazione di sostanze attive prioritarie nelle acque superficiali


Download

Titolo: Figura 4: Concentrazione di sostanze attive prioritarie nelle acque sotterranee

Fonte: ISPRA

Figura 4: Concentrazione di sostanze attive prioritarie nelle acque sotterraneeDownload