Indicatori

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Agricoltura biologicaFigura 1:  Evoluzione del numero di operatori controllati e di superficie agricola utilizzata con il metodo biologico (1990-2018)
I dati che vengono presentati sono un’elaborazione realizzata dal SINAB sulla base delle informazioni al 31 dicembre 2018 comunicate dagli Organismi di Controllo, dalle Regioni dotate di sistemi informatici autonomi e dal Sistema Informativo del Biologico (SIB). I dati del 2018 confermano dunque la crescita del settore dell’agricoltura biologica mantenendo il trend positivo. Secondo le elaborazioni, nel 2018 le superfici investite a biologico e in conversione bio in Italia hanno superato l’1,95 milioni di ettari (1.958.045 ha) che si traduce in una crescita del 2,6% rispetto all’anno precedente. In termini assoluti, nell'ultimo anno, sono state coltivate con metodo biologico quasi 50 mila ettari in più. Alla data del 31 dicembre 2018 in Italia risultano essere inserite nel sistema di certificazione per l’agricoltura biologica 79.046 imprese. Rispetto al 2017 si registra un incremento del 4,2%. L’incidenza percentuale del biologico rispetto ai dati nazionali (ISTAT SPA 2016) indica che in percentuale sul totale della superficie coltivata in Italia il biologico arriva ad interessare il 15,5 % della SAU nazionale.
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Controllo funzionale, manutenzione e taratura delle macchine Figura 1: Distribuzione regionali delle macchine irroratrici sottoposte a controllo funzionale (2016-2017)L’indicatore esprime il numero di macchine irroratrici sottoposte al controllo funzionale secondo la normativa vigente. Allo stato attuale non si conosce il numero esatto delle macchine irroratrici in uso nelle singole Regioni e Province autonome né il numero totale a livello nazionale. Dalle stime effettuate si è a giunti a quantificare quest'ultimo valore in circa 600.000 unità, da cui ne discende che oltre il 25% delle macchine è stato controllato ai sensi della normativa vigente.
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Difesa integrata volontariaLogo SQNPIL’indicatore descrive la Superficie Agricola Utilizzata (SAU) su cui si applica lo standard della Produzione Integrata - PI, definito IPM avanzato (Integrated Pest Management) dal Piano di azione nazionale che implementa la direttiva sull'uso sostenibile dei pesticidi Dir 2009/128/CE. Lo standard viene esplicitato nei disciplinari regionali che sono redatti conformemente alle Linee Guida Nazionali di Produzione Integrata. La Produzione Integrata definisce il sistema di produzione agroalimentare che utilizza tutti i mezzi produttivi e di difesa delle produzioni agricole dalle avversità, volti a ridurre al minimo l'uso delle sostanze chimiche di sintesi e a razionalizzare la fertilizzazione, nel rispetto dei principi ecologici, economici e tossicologici - art. 2, comma 4 della L. 4 del 3 febbraio 2011. L’adesione al Sistema di Qualità Nazionale di Produzione Integrata (SQNPI) si manifesta attiva in quasi tutta l’Italia e per molte regioni mostra una positiva propensione all’espansione delle superfici aderenti. La Puglia, sia nell’annata 2017 che 2018, presenta la maggior superficie coltivata mentre la Provincia autonoma di Trento si rivela la regione che, proporzionalmente alla propria SAU da fascicolo aziendale del GeoDataWherehouse, manifesta riscontri favorevoli alla diffusione del SQNPI.
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Distribuzione dei prodotti fitosanitari Figura: Quantità di prodotti fitosanitari per categorie di prodotto e per anno (2002-2017)Nel 2017 sono state immesse in commercio circa 117 mila tonnellate di prodotti fitosanitari, con un contenuto di principi attivi pari a circa 57 mila tonnellate. Nel periodo 2014–2017 la distribuzione dei prodotti fitosanitari presenta una contrazione di mercato del 10.1%. Cala il quantitativo delle seguenti categorie di fitosanitari acquistati: fungicidi (-16,5%) e erbicidi (-13%), mentre gli insetticidi e acaricidi, e i vari altri subiscono un incremento rispettivamente pari al 0,6 e il 3,4%. I principi attivi diminuiscono del 4,6% rispetto al 2014, prima dell’entrata in vigore del PAN, con dinamiche diverse per le varie categorie. Diminuiscono i p.a. di tutte le categorie (insetticidi e acaricidi - 4,2%, fungicidi - 12,2%, erbicidi – 8.8%,) ad esclusione dei vari (+21,1 %) e dei trattamenti puramente biologici, che continuano a crescere pur rappresentando nell’ultimo quadriennio una quota mediamente inferiore all’1% del totale.
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Fasce tampone e altre misure di mitigazione permanenti del rischio per la protezione dei corpi idrici superficiali
Indicatore non attivo
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Frequenza e concentrazione di sostanze attive nelle acque a livello nazionaleFigura: Superamenti SQA - acque superficiali e sotterranee (2010-2016)L’indicatore permette di valutare la contaminazione delle acque superficiali e sotterranee da residui di pesticidi immessi nell’ambiente, fornendo un dato in termini di frequenza di ritrovamento, di distribuzione dei valori delle concentrazioni nelle acque e di superamento di standard di qualità ambientale (SQA) nei punti di monitoraggio. L’informazione prodotta dà la possibilità di supportare processi decisionali volti a limitare i rischi per l’ambiente, di appurare l’efficacia di specifiche azioni di mitigazione e di seguire l’evoluzione della contaminazione. Dall’analisi dei dati, emerge che nelle acque superficiali, la percentuale dei punti che superano gli SQA registra un aumento pressochè regolare in tutto l’arco temporale considerato, raggiungendo il suo valore massimo nel 2016 (23,9%), mentre nelle acque sotterranee tra il 2010-2016 il valore del superamento degli SQA è pressochè stabile (circa il 7,2%).
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Frequenza e concentrazione di specifiche sostanze attive nelle acqueAbstract 1: Frequenza di sostanze attive prioritarie nelle acque superficialiL’indicatore permette di valutare la contaminazione delle acque superficiali e sotterranee da residui di pesticidi immessi nell’ambiente per specifiche sostanze, rilevanti dal punto di vista normativo ed (eco)tossicologico. Le sostanze sono quelle “prioritarie” e “pericolose prioritarie” ai sensi della Direttiva Quadro Acque (Direttiva 2000/60/CE). Ai fini della verifica del raggiungimento dello stato chimico buono delle acque superficiali e sotterranee per queste sostanze devono essere rispettati gli Standard di Qualità Ambientali, appositamente definiti. Dall’analisi delle frequenze di ritrovamento delle sostanze prioritarie nelle acque superficiali e sotterranee, si osserva nell’ultimo quinquennio, un incremento attribuibile all’inserimento nell’elenco di priorità di nuove sostanze e, in particolare, al ritrovamento di sostanze non revocate. La concentrazione media delle sostanze, in entrambi i compartimenti acquatici, è nell’ordine della frazione di µg/L. Gli andamenti complessivi delle concentrazioni sono lievemente decrescenti.
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Intossicazioni da prodotti fitosanitari
Indicatore in fase di elaborazione
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Misure relative alla gestione dei prodotti fitosanitari nei Siti Rete Natura 2000 e nelle aree naturali protetteL'indicatore fornisce informazioni sull’esistenza di misure finalizzate a ridurre o annullare l’impatto dei prodotti fitosanitari nei Siti Natura 2000 e nelle aree naturali protette nazionali e permette di valutare, nel tempo, il recepimento delle Misure del PAN - Piano Azione Nazionale sull’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari, pubblicato con DM del MIPAAF, MATTM e MinSal (DM 22/1/2014 - G.U. n. 35 del 12/2/2014), nei Piani di Gestione dei Siti Natura 2000 e nei Piani dei Parchi nazionali. In base ai contenuti delle relazioni fornite dalle Regioni/Province Autonome al MIPAAFT nel 2016, come previsto dall’art. 6 comma 8 del D.lgs. 150/2012, è risultato che 13 Regioni e 1 Provincia Autonoma hanno definito misure di conservazione riguardanti l’uso di prodotti fitosanitari, in attuazione del punto A.5.8 del PAN (DM 22/1/2014), per i Siti Natura 2000 (SIC-ZSC e ZPS). L'analisi dettagliata, con individuazione della presenza/assenza di misure specifiche, nella normativa regionale, nei Piani di gestione dei Siti Natura 2000, nelle Misure di conservazione specifiche, trasversali, generali, nei decreti istitutivi delle ZSC, nelle Delibere di Giunta Regionale/Provinciale e' stata condotta esaminando gli strumenti di gestione relativi ai Siti con SAU superiore al 20%, approvati a partire dalla fine dell'anno 2015, in corrispondenza con l'entrata in vigore del PAN. L'analisi sui Piani dei Parchi Nazionali, condotta con la medesima metodologia utilizzata per i Piani di Gestione dei Siti Natura 2000, incrociando i dati sugli strumenti di gestione presenti sul sito web MATTM (repertorio/elenco dei Parchi) con i dati in possesso di ISPRA, con riferimento al Repertorio dello stato di Attuazione dei Piani dei Parchi Nazionali (aggiornato al 30/06/2018), non ha prodotto, in questa fase, risultati utili, in quanto dei 25 parchi nazionali solo 9 risultano avere un Piano parco approvato e pubblicato, di antica formazione, di non recente adozione e precedente all'entrata in vigore del PAN. Dall’analisi sugli strumenti di pianificazione risulta che, dall’anno 2015, nessun Piano di Parco Nazionale ha completato l’iter di adozione. Attualmente il DPR istitutivo del Parco nazionale di Pantelleria, emanato nel 2016, è l’unico che riporta un richiamo specifico al recepimento del PAN. Per il resto dei Parchi Nazionali, al momento non risultano recepimenti, nei relativi strumenti di pianificazione, delle misure del PAN per la tutela della biodiversità relative. Il Parco Nazionale del Cilento e il Parco Nazionale dell’Appennino Lucano-Val d’Agri-Lagonegrese, con delibera dei rispettivi Consigli di amministrazione, hanno previsto il divieto dell’uso del glifosate nel territorio di propria competenza.
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Mortalità delle api causata dall'uso dei prodotti fitosanitari Figura 1: Ape domestica su fiori di malvaLe api, il polline e le altri matrici apistiche, consentono di avere indicazioni sullo stato naturale e sulla contaminazione chimica da fitofarmaci presente nell’ambiente (Celli e Maccagnani, 2003; Girotti et al., 2013). Le analisi di laboratorio, permettono inoltre di rinvenire sulle api e sul polline le sostanze attive presenti nei prodotti fitosanitari utilizzati nelle aree sulle quali le stesse effettuano i voli e bottinano (Porrini et al., 2003; Rişcu e Bura, 2013). L’ISPRA partecipa attivamente ad attività di ricerca mirate a conoscere e combattere in modo sostenibile alcune diffuse patologie dell’alveare e stabilire i possibili fattori di mortalità delle colonie di api, anche a seguito delle diverse pratiche fitoiatriche implementate nelle aree naturali e agricole (ISPRA, 2011; Bellucci et al., 2010, Porrini et al., 2016; Bellucci et al., 2019; Sánchez-Bayo et al., 2016). I dati rilevati dal 2015 al 2017, consentono di evidenziare un aumento dei casi di moria di api, mentre nel 2018 un declino. La diminuzione di casi osservata, nel corso 2018, potrebbe essere attribuita a un effetto positivo dei provvedimenti di legge e dell’opera di sensibilizzazione condotta dalle istituzioni per un utilizzo maggiormente responsabile dei prodotti fitosanitari.
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Popolazione di uccelli sensibili ai prodotti fitosanitari>> Vai alla versione aggiornata - Edizione 2017Gli uccelli sono molto sensibili ai cambiamenti ambientali in quanto la loro sopravvivenza dipende da un insieme di elementi legati alla qualità degli habitat, all’integrità e funzionalità degli agro-ecosistemi. Dall'analisi della “Popolazioni di uccelli sensibili ai prodotti fitosanitari” emerge una regolare tendenza alla diminuzione; a partire dal 2011 raggiunge i valori più bassi e, nel 2014, si assesta al 63,34% del valore che aveva nel 2000.
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Residui di prodotti fitosanitari in matrici alimentariL' indicatore misura il livello di conformità dei residui di prodotti fitosanitari in alimenti e quindi anche del rispetto delle buone pratiche agricole. La percentuale delle irregolarità dei residui si mantiene al di sotto dell'1% dei campioni effettuati.
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Rilascio del certificato di abilitazione e di aggiornamento per consulenti, distributori ed utilizzatori professionaliabL’indicatore esprime il numero di certificati rilasciati ex novo e per aggiornamento agli utilizzatori, distributori e consulenti dei prodotti fitosanitari e permette, pertanto, di misurare lo specifico grado di attuazione del processo formativo. Al 31 dicembre 2016, secondo i dati forniti dalle Autorità Competenti , il numero totale dei certificati di abilitazione per i distributori è 10.228, mentre quello dei consulenti è pari a 5.323. Diversa la situazione degli utilizzatori professionali, i cui dati sono aggiornati al 31 dicembre 2017, e indicano che a livello nazionale sono stati rilasciati oltre 440.000 certificati di abilitazione all’acquisto e all’utilizzo di prodotti fitosanitari. Conseguentemente, prendendo come riferimento il numero di aziende agricole censite da ISTAT, l’incidenza degli Utilizzatori Professionali formati risulta essere pari a circa il 40%. Tale percentuale è puramente indicativa in quanto non tiene conto delle peculiarità aziendale in base alle quali è possibile stabilire le necessità di acquisizione dell’autorizzazione di che trattasi.
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Sostenibilità dei sistemi colturali>> Vai alla versione aggiornata - Edizione 2017L’indicatore si basa sul presupposto, ben noto e scientificamente assodato, che ad una maggiore diversificazione del sistema colturale corrisponda una minore incidenza degli organismi nocivi sulle colture. La diversificazione non si basa solo sul numero di colture praticate, ma anche su come vengono avvicendate tra loro e sulla presenza e durata di coperture vegetali. Pertanto, esso rappresenta un elemento cardine dell’approccio preventivo alla difesa delle colture. Inoltre, l’adozione di tecniche fisico-meccaniche o biologiche di lotta diretta consente la riduzione dell’utilizzo di mezzi chimici per la difesa delle colture. Dalla sola analisi del numero medio di colture coltivate annualmente nelle aziende per classe SAU e per regione dal 2011 al 2014, emerge un trend positivo per la maggior parte delle regioni,. Questo vuol dire che le aziende agricole italiane stanno diversificando maggiormente i propri sistemi colturali.
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Uso dei prodotti fitosanitariL'indicatore fornisce informazione relativamente all'uso dei prodotti fitosanitari nelle singole coltivazioni. I dati vengono raccolti con indagini campionarie sulle quantità di prodotti fitosanitari impiegate in specifiche coltivazioni e forniscono una significativa rappresentazione dell'intensità d'uso in termini di quantità/ha e sul potenziale impatto ambientale. La rilevazione originariamente riguardava ogni anno una coltura diversa e si ripeteva dopo un intervallo di 5 anni. Attualmente, in relazione alle finalità indicate nel Piano d'Azione Nazionale sull'uso sostenibile dei prodotti fitosanitari, è aumentato sia il numero di colture rilevate (attualmente due all'anno selezionate tra: Vite, Frumento duro, Mais, Pomodoro e Patata), sia la frequenza di rilevazione (a rotazione possibilmente ripetendo ogni anno una coltivazione dell'anno precedente). Per l’ultimo triennio sono presentati i dati relativi ai principi attivi impiegati per superficie trattata e quantità impiegata nella coltivazione del vite (2014-2015-2016), frumento (2016-2017) e mais (2017-2018) per categoria. La vite tra quelle osservate conferma di essere la coltura con la distribuzione di sostanze attive e la quantità media a ettaro, a carico soprattutto dei fungicidi, decisamente più alte